Virginia Piccolillo, Corriere della Sera 18/12/2011, 18 dicembre 2011
IL PAESE DEGLI ABUSIVI SCENDE IN PIAZZA E FERMA LE RUSPE — A
ruspe ferme, Bacoli è tornata tranquilla. La guerriglia scatenata venerdì dal tentativo di demolire due palazzine completamente abusive, inclusa quella in cui abita una ragazza disabile, ieri sembrava già acqua passata. Ma la prefettura non recederà dalla decisione dovuta ad una sentenza di condanna definitiva. E in una nota ieri ha precisato che la sospensione degli abbattimenti annunciata per la Campania non riguarda Bacoli. Sarà di nuovo rivolta?
I legali delle tre famiglie interessate lunedì presenteranno un’istanza di autodemolizione a spese proprie. Chiedono un mese di tempo. Una soluzione che, se formulata in buona fede, sarebbe auspicabile per evitare nuove tensioni. Venerdì, nel mondo al contrario dell’abusivismo, le forze di polizia non hanno vissuto momenti facili. Con Raffaele Cardamuro, leader della protesta degli abusivisti e zio della ragazza disabile, barricato sul terrazzo, abbracciato ad una bombola del gas, che minacciava di farsi esplodere. E l’intero quartiere coinvolto a suo sostegno. Da un balcone vicino un pensionato in vestaglia zebrata ha scagliato un vaso di fiori contro i poliziotti. Uno degli occupanti che stava per lasciare l’edificio è stato apostrofato da una parente: «Che fai? C’è il sangue di tuo padre lì dentro». E il sindaco, Ermanno Schiano, a capo di una coalizione di centrodestra, si è dimesso e ha scritto al capo dello Stato auspicando una soluzione normativa: la riapertura dei termini di condono edilizio. Davvero, sindaco? «Sì, il presidente conosce la situazione della Campania che non ha beneficiato del condono. La riapertura dei termini c’era stata, ma poi il decreto non è passato. E’ la politica che deve dare risposte. La magistratura deve fare il suo dovere». E infatti lo fa. In Campania ci sono 60 mila sentenze di demolizione già passate in giudicato. Oltre i due terzi sono nel distretto di Napoli (oltre al capoluogo Caserta, Avellino e Benevento). E Bacoli, come tutti i campi Flegrei, è una delle zone più aggredite dall’illegalità: il 40 per cento del patrimonio abitativo è abusivo. 1400 immobili hanno fatto richiesta di sanatoria. Il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, da 40 anni in magistratura, buona parte spesi a combattere i reati ambientali, non molla: «Non è un’impresa facile, anche perché capita persino che il Comune non conceda i fondi per l’abbattimento, come è accaduto da poco a Forio di Ischia. E ogni procedura è uno sforzo logorante, anche perché spesso le case sono abitate, mentre i sindaci dovrebbero abbattere gli immobili prima, quando vengono costruiti. Ma da almeno due anni stiamo segnando una forte inversione di tendenza». Perché qui la situazione è così critica? «Innanzitutto, malgrado il sorprendente calo demografico, c’è bisogno di case, ma le concessioni edilizie non possono essere rilasciate perché molti Comuni non hanno il piano regolatore. Così se altrove, come nel Lazio, gli abusi ci sono ma per illegittimità delle concessioni, in Campania avvengono per assenza totale di esse». Anche a Bacoli, attualmente, è così. «E’ una situazione molto grave, ma ben nota, contro la quale si fa poco. E il cerino resta alla magistratura. Ma se si vuole fare un condono si faccia. Noi applichiamo la legge». Ma Raffaele Cardamuro, protesta: «Qui si parla di equità, ma che equità c’è tra un abusivista di Milano che ha condonato e passa il Natale tranquillo e uno di Napoli che ha pagato ma non ha potuto condonare perché Bassolino ci ha esclusi da quella legge e non ci ha nemmeno ridato i soldi? Mia nipote Jessica, disabile, sta soffrendo. Almeno con lei non era giusto comportarsi così: arrivando senza nessun preavviso. Lunedì invitiamo vescovi e politici a una fiaccolata. Qualcuno ci aiuti.».
Virginia Piccolillo