Varie, 19 dicembre 2011
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Nicols Adolfo
• Villamuriel de Cerrato (Spagna) 29 aprile 1936. “Preposito” dei gesuiti («il papa nero»), eletto il 19 gennaio 2008 al secondo scrutinio • «Esperienza del mondo e dell’Asia, passione per l’incontro del cristianesimo con le culture extra europee, carattere mite e socievole [...] È il 29˚ successore di Sant’Ignazio di Loyola alla guida della Compagnia di Gesù [...] vive in Asia da più di quarant’anni [...] Gesuita dal 1953, ha studiato filosofia a Madrid e — tra il 1964 e il 1968 — teologia a Tokyo. Diventa prete in Giappone e dopo un perfezionamento a Roma, tra il 1968 e il 1971, è professore di teologia sistematica alla Sophia University di Tokyo. Dal 1978 al 1984 è direttore dell’Istituto Pastorale di Manila (Filippine), poi rettore dello Scolasticato di Tokyo e dal 1993 al 1999 superiore della Provincia dei Gesuiti del Giappone. È noto nell’Ordine e in Vaticano anche per essere stato segretario dell’ultima Congregazione generale. [...]» (Luigi Accattoli, “Corriere della Sera” 20/1/2008) • «[...] Da ex responsabile della Conferenza dell’Asia Orientale e Oceania (un’area che va dalla Cina e il Myanmar alla Corea, dalla Micronesia all’Australia), padre Nicolás considera il dialogo tra est ed ovest “una sfida enorme ma indispensabile e salutare”. In Giappone, nella seconda metà degli anni Novanta, ha presieduto la Conferenza dei superiori religiosi e, da principale consultore dell’episcopato giapponese, ha indirizzato i vescovi verso le frontiere più avanzate della collegialità e dell’inculturazione. Un’impostazione progressista poco gradita in Vaticano: il cardinale Jan Schotte, segretario generale del Sinodo, vi rintracciò una “mano europea più che nipponica”, perciò furono messe in conto a padre Nicolás le critiche dei vescovi giapponesi nel Sinodo per l’Asia alla curia romana poco attenta all’autonomia degli episcopati nazionali. Un veto costato a padre Nicolás la nomina a rettore della Pontificia Università Gregoriana. “Se ci sono difficoltà con la Santa Sede è perché siamo così vicini spiritualmente. Se due persone che sono sposate mi dicono che tra loro non ci sono problemi, io non ci credo [...] Solo le persone che si amano possono ferirsi. La Compagnia ha un quarto voto specifico di obbedienza al Papa nelle missioni, oltre a quelli di fedeltà, castità e obbedienza che hanno tutti gli ordini cattolici”. La sua elezione a sorpresa ricorda quella nel 1965 di un altro spagnolo specialista dell’Asia, l’innovatore padre Arrupe che guidò prima di lui la Compagnia di Gesù negli agitati anni 1965-1983 e, dopo numerosi attriti e incomprensioni con il Vaticano, fu sostituito da padre Peter-Hans Kolvenbach. “Si è scritto che sono un 50 per cento Arrupe e un 50 per cento Kolvenbach, allora perché non un 10 per cento di Elvis Presley?” [...]» (Giacomo Galeazzi, “La Stampa” 26/1/2008) • Vedi anche Orazio la Rocca, “la Repubblica” 20/1/2008; Giacomo Galeazzi, “La Stampa” 20/1/2008.