Varie, 19 dicembre 2011
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Modou Samb
• (Senegal) 17 maggio 1971, Firenze 13 dicembre 2011. Fu assassinato insieme al connazionale Diop Mor da Gianluca Casseri, cinquantenne ragioniere neofascita pistoiese che dopo qualche ora si tolse la vita • «[...] È passato da poco mezzogiorno quando Gianluca Casseri arriva in piazza Dalmazia, parcheggia la sua Polo grigia in doppia fila. C’è un chiosco per i panini, un’edicola e mezzo quartiere con le borse della spesa. L’uomo, secondo alcuni testimoni passa più volte davanti a tre senegalesi che vendono borse, accendini, magliette. Qualcuno parla di una lite avvenuta un paio di ore prima tra lui e gli immigrati. I carabinieri non confermano. Altri raccontano di aver sentito Casseri, che in rete professava il razzismo e attaccava “i negri”, dire appena prima di aprire il fuoco: “Adesso tocca a voi”. Da una borsa a tracolla l”uomo estrae il revolver e spara almeno quattro colpi. Samb Modou [...] e Diop Mor [...] muoiono sul colpo. [...] Casseri si allontana, la gente prova a fermarlo. Qualcuno scatta foto con il cellulare, l’edicolante gli sbarra la strada, “Fermo, fermo”. Lui tira fuori la pistola e gliela punta alla faccia, “fossi in te ci penserei” e scappa. [...] Sono le 15.04 quando il killer torna allo scoperto. Al mercato centrale di San Lorenzo, una delle zone dove lavorano e vivono più immigrati, ma anche una delle zone più frequentate dai turisti. Parcheggia l’auto negli spazi sotterranei e esce con la pistola in borsa. Cerca altri senegalesi, ne trova due. Il primo lo colpisce all’ingresso di una pizzeria, dove viene soccorso dai gestori. Un altro scappa fra i banchi del mercato, lui lo insegue e spara ancora da una decina di metri di distanza. Panico, grida, altre scene di disperazione. “Faceva il tiro a segno da lontano. Lo ha colpito al fianco e alla spalla da dietro”, racconta un commerciante. [...] Casseri intanto gira intorno alla struttura del mercato e torna alla macchina, si siede al posto del passeggero. È inseguito dagli agenti e dagli investigatori della Digos: “Esci subito” gli urlano. È circondato. Fa appena in tempo a riprendere la pistola e a spararsi alla gola mettendo fine alla sua vita. [...]» (Michele Bocci, Laura Montanari, “la Repubblica” 14/12/2011).