M. Gu., Corriere della Sera 17/12/2011, 17 dicembre 2011
GIARDA, ERRORE «TECNICO» IN AULA. E FINI LO RICHIAMA: SIA RISPETTOSO — I
deputati lo descrivono come «un alieno a Montecitorio», per la personalissima tecnica con cui Piero Giarda interpreta i lavori parlamentari. L’ironia e l’aplomb molto british lo hanno salvato spesso da situazioni difficili eppure ieri, per il ministro dei Rapporti con il Parlamento, non è stata una gran giornata. Il presidente della Camera lo ha bacchettato, i deputati lo hanno più volte punzecchiato e, al culmine di una seduta campale iniziata alle 9 del mattino, Giarda è scivolato su una invisibile buccia di banana. Succede quando il ministro prende la parola per elencare i pareri del governo sugli ordini del giorno e provoca malumore per il modo «innovativo» di procedere, raggruppando gli odg invece di esprimere i pareri uno per volta. E quando arriva all’ordine del giorno che porta come prima firma quella del radicale Matteo Mecacci, Giarda lo annuncia, tra l’ironico e lo spazientito, come «Mecacci & Company». I radicali si scatenano e le opposizioni protestano. «Ministro, la prego di essere più rispettoso — lo richiama Fini —. Si dice Mecacci e altri». Giarda ringrazia e si scusa, ma il supplizio non è finito. Nel caos dei 250 ordini del giorno — tra riformulazioni, raccomandazioni, stop and go e lazzi leghisti — l’esponente del governo chiede al presidente di turno Rocco Buttiglione una sospensione di cinque minuti: «Per prendere una decisione su come atteggiarmi di fronte a questo grande numero di ordini del giorno, le chiederei di concedermi una pausa...». Di nuovo l’Aula rumoreggia e, in tempo reale, i deputati scherzano su Twitter. Scrive Giorgia Meloni, Pdl: «Come tecnici saranno bravi, è sulla pratica che lasciano a desiderare». Paolo Gentiloni, Pd, racconta un Giarda «un po’ alieno ma simpaticissimo» e critica il «mobbing da veterani contro di lui». E Roberto Rao, Udc: «Non so perché ma mi vengono in mente i Muppets».
M. Gu.