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 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

La scimmia che fuma tradita dal cuore (ma non dalle bionde) - Ti sia lieve la terra, vecchio Bo­oie, passato alle cronache come «la scimmia che ha il vizio di fuma­re »

La scimmia che fuma tradita dal cuore (ma non dalle bionde) - Ti sia lieve la terra, vecchio Bo­oie, passato alle cronache come «la scimmia che ha il vizio di fuma­re ». Martin Colette portavoce del centro per la tutela della fauna sel­vatica WayStation, ha annuncia­to la morte del famoso scimpan­zé, defunto all’età di 44 anni. Ora, conosco legioni di non fumatori o ex fumatori (i più talebani) che di­ranno «se l’è meritata, così come chi muore o si ammala ogni gior­no con l’anello di fumo voluttuo­samente rilasciato dalle labbra». Spiacente deluderli, ma pare che le bionde non siano state la causa che ha portato a morte lo scim­panzé. Si è trattato di problemi cardiaci per i quali era già in cura da tempo. Magari sono state le troppe caramelle con le quali Co­­lette aveva sostituito la sua voglia di sigarette. Tra l’altro sono note altre scim­mie fumatrici, morte di vecchiaia quando ancora gustavano le loro dieci Lucky al giorno. É il caso di Charlie, vissuta ben 52 anni in un giardino zoologico sudafricano. É il caso di Feii, la scimmia cinese che ha imparato a fumare, racco­gliendo i mozziconi accesi buttati dai visitatori nella gabbia. É vec­chia e pare ancora in ottima salu­te. Booie era arrivato nello zoo che l’ospitava, vicino a Los Angeles, nel 1995, dopo avere riacquistato «la libertà» dai laboratori di vivise­zione, dove probabilmente era stato istruito a fumare ed era stato condizionato a seguire certi espe­rimenti attraverso l’uso di dolci e caramelle. E, più del fumo, que­sta era diventata la vera «droga» per Booie. Colette stessa ammet­te che svezzarlo dal fumo è stato relativamente facile, ma con cioc­colatini e caramelle non c’è stato nulla da fare. Booie era diventato famoso nel mondo inizialmente per la sua dipendenza dalla nicoti­na e, in seguito, perché aveva im­parato a dialogare con il linguag­gio dei segni. «Booie vede che hai una caramella in tasca». Con po­chi gesti, lo scimpanzé indicava la tasca di Colette dove era celato il bonbon e naturalmente, aven­doci preso, pretendeva che que­sti finisse nella sua bocca golosa. Gli scimpanzé sono, senza dub­bio, le più abili e capaci scimmie antropomorfe. Di ciò hanno dato dimostrazione i numerosi test condotti su di loro in speciali sta­zioni di studio dei primati, ma an­che i tanti documentari girati in natura. Questi animali acquista­no rapidamente una vasta espe­rienza, sono grandi osservatori, abilissimi imitatori e usano in mo­do appropriato gli utensili da essi stessi fabbricati. Addirittura, co­me i test, hanno chiaramente indi­cato, gli scimpanzé sono capaci di ragionamenti logici. Arrivano a lavorare in cambio di denaro, per potersi procurare poi le lec­cornie di cui hanno voglia. E si tenga conto che, in cattività diventano estremamente golosi. Ecco perché Colette è riuscita nell’ intento di far smettere le bionde a Booie, ma ha dovuto ricompensa­re con qualcosa che gli piacesse le numerose apparizioni in TV e le frequenti performances nel suo giardino zoologico, dove dimo­strava le sue capacità mentali uti­lizzando decine di frasi attraver­so il linguaggio dei sordomuti. Se in natura la vita media di que­ste scimmie è di 40 anni, in cattivi­tà possono arrivare a 60 e si deve tener conto che il loro sviluppo mentale va di pari passo con quel­lo psichico. Non si può mettere in gabbia uno scimpanzé e lasciarlo abbandonato, perché, in poco tempo intristisce si ammala e muore. Se invece gli si dona la pos­sibilità di stabilire con il guardia­no uno stretto rapporto può vive­re felice per tanti anni. Specie se, qualche volta, gli si concede una bionda di sfruso.