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 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

Kate era anoressica da una vita Muore a 31 anni: pesava 29 chili - Se n’è andata per sempre Kate Chilver, uccisa da una forma di anoressia gravissima che l’ha perseguitata per metà della sua breve ed infelice vita

Kate era anoressica da una vita Muore a 31 anni: pesava 29 chili - Se n’è andata per sempre Kate Chilver, uccisa da una forma di anoressia gravissima che l’ha perseguitata per metà della sua breve ed infelice vita. La donna era orginaria di Ealing, nella zona ovest di Londra e quando si è spen­ta, nell’ospedale londinese Chel­sea and Westminster, pesava sol­tanto 29 chili. Aveva trentun anni e ormai non c’era alcuna speran­za che potesse sopravvivere. Il suo corpo non rispondeva più a nessu­na cura e solitamente il suo indice di massa corporea raggiungeva a malapena quota dodici, quando una persona normale avrebbe do­v­uto attestarsi tra il 20 e il 25. Più volte era sceso perfi­no a nove. Il suo po­vero cuore era grande la metà di quello di una donna sana. I medici che l’han­no avuta in cura per anni alla Vin­cent Square Clinic hanno dichiarato di non aver mai visto un caso di anoressia nervosa più grave del suo.L’unica foto del suo viso pub­blicata d­ai giornali britannici è ter­ribile e impietosa. Kate era ridotta a un mucchietto di ossa. Ha cessa­to di vivere perché i tessuti di sto­maco e intestino erano ormai col­piti da una necrosi provocata dal­lo scarso flusso sanguigno. Le arte­rie erano quasi completamente chiuse per mancanza di grasso in­tra- addominale. La vita di Kate è trascorsa in gran parte nei reparti degli ospedali specializzati per­ché la Chilver ha lottato contro l’anoressia per ben sedici anni. I primi sintomi avevano comincia­to a manifestarsi all’età di dodici anni, quando Kate era ancora una bimba.C’erano voluti tre anni pri­ma che ammettesse di avere un problema con il cibo. Come tutti coloro abituati a convivere con questa patologia tendeva a na­sconderla e a minimizzarla e forse all’inizio era troppo giovane per comprendere la gravità della si­tuazione. Mangiava il minimo ne­­cessario, si provocava il vomito, esagerava con l’esercizio fisi­co per non aumentare neppure di un milli­grammo. A quindi­ci a­nni inizia le pri­me cure, ma tutto si rivela inutile, perfino l’alimen­tazione con una sonda nasogastri­ca. Kate entra ed esce dagli ospedali, la madre sempre accanto, ma non mi­gliora. Non appena i medici la di­mettono, smette di mangiare e il suo indice di massa corporea scen­de pericolosamente. Quando rientra in ospedale le sue condi­zioni sono pietose. Per salvarla gli esperti tentano ogni tipo di cura, ma Kate non risponde. Per quan­to è po­ssibile la madre tenta di far­le fare una vita normale portando­la fuori ogni giorno. L’estate scor­sa però Kate aveva avvertito dei fortissimi dolori addominali ed era stata ricoverata nuovamente in ospedale il 10 luglio. Non sareb­be mai più uscita dal reparto di cu­ra intensiva.