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 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

Putin va al contrattacco in tv: «Gheddafi ucciso da droni Usa» - Più di quattro ore e mezza (re­cord personale battuto) in televi­sione a rispondere alle domande dei cittadini russi

Putin va al contrattacco in tv: «Gheddafi ucciso da droni Usa» - Più di quattro ore e mezza (re­cord personale battuto) in televi­sione a rispondere alle domande dei cittadini russi. È un Putin batta­gliero e in cerca di rivincite, sia in patria che fuori. Un Putin in vena di ironie e battute sprezzanti nei confronti di chi lo contesta, e deci­so a rispedire al mittente con tan­to di rilancio le critiche che gli arri­vano dall’Occidente. Le proteste di piazza, dice - e chissà se è la verità - , lo interessa­no poco: durante le prime manife­stazioni «stavo imparando a gioca­re a hockey su ghiaccio». E quan­do ha visto in televisione le imma­gini dei dimostranti anti-brogli con i nastri bianchi simbolo della protesta appesi alle braccia ha pensato che si trattasse «di una manifestazione contro l’Aids, e che quegli affari fossero dei preser­vativi »: un modo non elegantissi­mo per sdrammatizzare. Del re­sto il messaggio che il premier rus­so ha cercato di far passare è pro­prio questo: siamo nella normali­tà. È normale che il suo partito, Russia Unita, abbia subito un for­te calo di consensi ( «succede a chi governa da tanto tempo»), è nor­male che ci siano state irregolarità nel voto («accade dappertutto»), ed è normale che ci siano manife­stazioni di protesta «purché si ri­manga nei limiti della legge». Il maratoneta del video ha una risposta pronta per tutti. È vero che vuole imporre restrizioni a in­­ternet, gli domandano. No, ri­sponde lui, «perchè è tecnicamen­te impossibile e politicamente scorretto». Cosa farà per impedire nuovi brogli alle presidenziali del prossimo marzo? «Potremmo piazzare una telecamera in ognu­no dei novantamila seggi sparsi in tutta la Russia», risponde con to­no ironico. Cosa pensa del suo nuovo sfidante, il ricco magnate Mikhail Prokhorov? «Un avversa­rio degno, è bene che io affronti qualcuno davvero forte». Cos’ha pensato quando l’hanno fischiata in pubblico per la prima volta? «Quei fischi non li ho nemmeno sentiti». Ma le parole più dure sono diret­te all’estero. Le manifestazioni in Russia contro i brogli e contro il suo partito«sono orchestrate dal­l’Occidente ».Putin ce l’ha in parti­colare con gli Stati Uniti, che «non vogliono alleati ma vassalli», che «ci temono per la nostra forza e perché roviniamo il loro disegno di rimanere padroni del mondo». E al senatore repubblicano John McCain, che gli aveva mandato a dire che «la primavera araba sta ar­rivando anche a Mosca», rispon­de con acrimonia: «Ha le mani sporche del sangue dei civili paci­fici che uccise in Vietnam, dove lo tennero prigioniero per anni in una buca: chiunque sarebbe di­ventato pazzo. Lui non sa vivere senza vedere disgustosi omicidi come quello di Gheddafi, ucciso dai droni americani. È questo che chiamano democrazia?». Putin ha confermato infine che se sarà eletto presidente, nomine­rà premier Dmitry Medvedev. Che ieri a Bruxelles ha assicurato affidabilità e responsabilità e ha promesso i rubli russi«per stabiliz­zare l’eurozona ». Assai meno pre­vedibile la svolta di ieri al Consi­glio di Sicurezza dell’Onu, dove Mosca ha presentato una risolu­zione di condanna «di tutte le vio­lenze in Siria, compreso l’uso sproporzionato della forza da par­te delle autorità di Damasco».