MARCO BELPOLITI, La Stampa 17/12/2011, 17 dicembre 2011
Carta speciale per aiutare elefanti - Una copertina realizzata con la merda di elefante. Possibile? Sì
Carta speciale per aiutare elefanti - Una copertina realizzata con la merda di elefante. Possibile? Sì. La piccola collana di: duepunti, Zoo. Scritture animali (formato: 9 x 14 cm), ha la copertina stampata su Ecomaximus Elephant Dung Paper, carta riciclata al 100% e fatta a mano da escrementi di elefante, per finanziare un progetto pilota che tutela questi animali nello Sri Lanka. All’apparenza la carta si presenta di colore tra il grigio e il giallino, in cui emergono particelle verdi, rose, azzurre. Qualcosa di molto rustico e insieme elegante. Il libro di cui sto parlando appartiene a una serie di volumi tutti dedicati agli animali (dieci libretti pubblicati sin qui) diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini. S’intitola Le avventure di super Trappi e l’ha scritto Fulvio Abbate con i disegni della figlia di otto anni, Carla (nome in copertina). Racconta la storia del gatto di casa, che risponde al nome di Trappi, un trovatello romano, che ha la passione di insidiare un pipistrello, che invece si chiama Mimmo. Si tratta di una favola moderna, a sfondo famigliare, con due adulti, Fulvio e Fiorella, e il gatto che diventa, via via, protagonista di storie sempre più mirabolanti, in giro per il mondo, volando su aeroplani, visitando capitali straniere, incontrando Snoopy, stupendo i suoi proprietari, e sempre senza mai muoversi dalla comoda poltrona di casa. Un libro visionario, alla Gianni Rodari, se vogliamo (qui citato per via della sua casa romana), ma ricco di umori e rinvii alla cronaca quotidiana: intreccia vita famigliare e storie maggiori, vicende letterarie e topografie della Città Eterna. In realtà, il libro è una sorta di autobiografia post-infantile dell’autore, scrittore siciliano trapiantato a Roma, autore di libri originali e curiosi (l’ultimo su Pasolini). Un libricino reso leggero dai disegni di Carla: divertenti, efficaci, inventivi. Nella copertina c’è l’immagine di un gatto bianco e nero, a pancia in aria, steso su un tessuto rosso (forse Tappi stesso?), disegno ricavato da una fotografia. Il segno caratteristico della collana sono le rigature del codice a barre, quello che Isbn, la casa editrice milanese, ha usato come logo per ornare le sue bianche copertine, e qui allungato fino a diventare una lunga striatura verticale, una gabbia composta di sottili lineette nere. .terzopunto, lo studio grafico di :duepunti, casa editrice di Palermo, ha realizzato il suo piccolo capolavoro (elegante, quasi lezioso) con la cacca dei pachidermi. Bravissimi.