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 2011  dicembre 17 Sabato calendario

Babbo Natale esiste e salva le feste ai poveri - Si tratta di conti che i grandi magazzini aprono per consentire ai clienti più in difficoltà di fare gli acquisti, lasciarli in custodia al negozio, e poi pagarli poco per volta

Babbo Natale esiste e salva le feste ai poveri - Si tratta di conti che i grandi magazzini aprono per consentire ai clienti più in difficoltà di fare gli acquisti, lasciarli in custodia al negozio, e poi pagarli poco per volta. Arrivato davanti al manager Edna Deppe, l’uomo ha detto che voleva dare un contributo. «A quel punto - ha raccontato Edna - si è presentata una signora e ha detto: no, questo conto lo pago io. Il padre l’ha guardata, poi ha fissato me, e mi ha chiesto se fosse uno scherzo. Gli ho risposto di no: non conoscevo quella signora, ma lei intendeva sul serio saldare il debito. Allora lui è scoppiato a piangere». A quanto pare la signora sconosciuta ha pagato una cinquantina di conti, e quando le hanno chiesto perché, ha detto che lo faceva in memoria del marito, morto da poco. Le hanno domandato come potevano ringraziarla, e lei, avviandosi verso l’uscita, ha risposto: «Ricordatevi di Ben». In pochi giorni il fenomeno è diventato virale, senza alcun coordinamento. Phillip Butler stava camminando con la moglie e le figlie in un Walmart del Michigan, quando uno sconosciuto gli ha toccato la spalla, ha lasciato una busta, ed è scappato. Dentro c’erano cento dollari in contanti. Nella maggior parte dei casi, però, i «Babbi Natale» restano segreti e non si fanno vedere. Chiamano i supermercati e chiedono di saldare i debiti delle famiglie più povere, che hanno aperto i conti layaway per comprare giocattoli o fare altri acquisti natalizi. In genere non estinguono completamente il conto, ma lasciano su qualche spicciolo, per dare una traccia della loro generosità e consentire ai titolari di pagare l’ultima rata. Poi gli impiegati chiamano al telefono i beneficiati e li avvertono che la fortuna li ha baciati. Nebraska, Michigan, Iowa, Indiana, Washington, Montana: sta succedendo un po’ dappertutto. I giornalisti hanno cominciato a sospettare che fosse una trovata dei grandi magazzini, per attirare l’attenzione e far venire più clienti. I manager però hanno smentito e gli investigatori finora non hanno trovato prove di un simile piano pubblicitario. A Missoula, in Montana, un uomo ha chiesto di saldare tutti i conti in scadenza, cioè quelli dove gli acquisti stavano per tornare in magazzino, perché i clienti erano troppo in ritardo con le rate di pagamento. Ha speso 1200 dollari e ha salutato, senza aggiungere una parola. La fortuna tra l’altro non è sempre cieca, e in certi casi i grandi numeri la aiutano a fare sul serio del bene. Una destinataria della generosità dei "Secret Santa", ad esempio, si trovava al Seattle Children’s Hospital per curare il figlio, quando ha ricevuto la chiamata dei grandi magazzini: «Ora - ha risposto - posso ricominciare a credere al Natale». E’ presto per sbilanciarsi, ma sembra proprio uno di quei casi in cui le difficoltà tirano fuori il meglio dagli esseri umani. C’è la crisi, la disoccupazione: secondo il Census Bureau metà degli americani sta scivolando verso la povertà o poco sopra, e chi può aiuta gli altri. Ma la generosità è contagiosa, come dimostra la storia di Lori Stearnes. Qualche giorno fa un Babbo Natale segreto ha saldato il conto al Kmart di Omaha dove lei aveva comprato a credito i regali per i nipoti. Quando l’hanno informata, Lori ha preso i risparmi che aveva messo da parte e li ha portati comunque al negozio: «Santa Claus mi ha resa così felice che ho deciso di ripagarlo. Ho offerto i miei soldi per saldare il conto di un’altra famiglia».