Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 17 Sabato calendario

Cinque secoli di mito per 12 milioni di dollari - L’ incanto del lotto 12 ha strappato gli applausi

Cinque secoli di mito per 12 milioni di dollari - L’ incanto del lotto 12 ha strappato gli applausi. Martedì, nell’affollata sala della casa d’aste Christie’s, qualcuno ha tirato fuori dalla tasca quasi 12 milioni di dollari e si è portato via un pezzo di storia: «La Peregrina», la perla più perfetta del mondo. L’ha comprata via telefono, con il gentile gesto di una signora, prendendola dalla collezione dei gioielli di Liz Taylor che andava al miglior offerente. Ma ha acquistato un romanzo, non solo un oggetto. Questa perla da oltre 55 carati a forma di pera era stata scoperta da uno schiavo nero lungo le coste dell’isola di Santa Margherita, nel Golfo di Panama, agli inizi del Cinquecento. Anche la data precisa del ritrovamento è un mistero. Qualcuno dice che sia avvenuto nel 1513, ma forse è stato più tardi. Lo schiavo comunque la diede a Don Pedro de Temez, amministratore di quella che allora era una colonia spagnola, e in cambio ottenne la libertà. Vista la sua bellezza, Don Pedro decise di donare la perla al re in persona, Filippo II, che la regalò a sua moglie, Maria I d’Inghilterra. Quello della Queen Mary, quindi, diventò il primo collo in una serie di teste coronate che si adornarono della perla perfetta, immortalati anche nei ritratti di Diego Velazquez. Dopo la morte di Maria, nel 1558, il gioiello fu restituito alla Spagna e tornò nella collezione reale, dove sarebbe rimasto per oltre due secoli. Lo indossarono tra le altre le regine Margaret, Marianna e Isabella, finché nel 1808 Napoleone nominò re di Spagna suo fratello Giuseppe Bonaparte. La perla perfetta divenne sua, insieme a tutti i gioielli della corona, e la moglie ne fece gran sfoggio. Quando però Napoleone cadde, e suo fratello fu costretto a sloggiare dalla Spagna, non se la sentì di separarsi da quella magnifica opera d’arte forgiata dalla natura. La portò con sé, e così la perla perfetta acquistò il nome di «Peregrina». Bonaparte la condusse in giro per il mondo, sbarcando anche negli Stati Uniti, ma questa non doveva essere l’ultima tappa. Infatti decise di regalarla al nipote, che sarebbe diventato Napoleone III. Perso anche lui il regno, il nipote si rifugiò in Inghilterra, dove vendette la perla a James Hamilton, duca di Abercorn. Il duca la regalò alla moglie Louisa, che la perse due volte. La prima tra le pieghe di un sofà al Castello di Windsor, la seconda durante un ballo a Buckingham Palace. In entrambe le occasioni la Peregrina si salvò e rimase tra le proprietà della famiglia Hamilton fino al 1969, quando fu venduta all’asta da Sotheby’s. Richard Burton all’epoca era sposato con Liz Taylor e voleva stupirla con un regalo stratosferico per la festa di San Valentino. Ovviamente mise gli occhi sulla perla perfetta, ma aveva un rivale straordinario: Alfonso de Borbón Dampierre, inviato della famiglia reale spagnola, che voleva recuperare la Peregrina per rimetterla al suo posto originario, tra i gioielli della corona. Il sangue blu in America conta, ma i dollari valgono di più: l’offerta di Burton superò quella di Dampierre, e la perla perfetta finì al collo di Liz. Lei, non contenta, ordinò a Cartier di crearle una collana di diamanti e rubini su cui montarla. Ma un giorno, mentre era al Caesar’s Palace di Las Vegas con Burton, la Taylor fece una brutta scoperta: «Allungai la mano, e la Peregrina non era più al suo posto!». Corse nella stanza da letto, si mise carponi e cominciò a cercare ovunque: niente. Poi alzò gli occhi e vide che il suo cane stava masticando un osso, ma non ricordava di avergliene dato uno: «Gli infilai la mano in bocca e la perla più perfetta del mondo era là, per fortuna senza un graffio». Ora qualche sconosciuto ha comprato questo gioiello per 11,8 milioni di dollari, ma non sarà facile essere all’altezza della sua storia.