Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

ORFANI DEL CAVALIERE

La battuta più divertente è uscita dal cilindro di Vittorio Sgarbi: «Berlusconi ha lasciato il posto a Monti che se incontra Ruby si fa pagare, accusandola di evasione fiscale». Si discuteva l’altra sera a Matrix (Canale 5, ore 23,40) della satira al tempo dei professori. «Orfani di Berlusconi», diceva il titolo sul maxi schermo alle spalle del conduttore. «È cominciata l’era glaciale», sosteneva la scheda introduttiva firmata da Giancarlo Dotto.

La satira è in crisi, la televisione idem. Andiamo incontro alla quaresima (e non soltanto per i sacrifici che fanno piangere la Fornero). Sono spariti i nani, le ballerine, gli equilibristi e i lanciatori di coltelli. Mala tempora currunt. Il saggio Forattini ammetteva che «ci manca molto il personaggio». E, per sovrapprezzo, osservava che il Cavaliere di Arcore, «non ha mai querelato» chi lo derideva o lo attaccava, a differenza di alcuni papaveri del centrosinistra. «La satira», parole di Forattini, «si trova oggi di fronte a un oceano sconosciuto». A parte Giarda, con le orecchie a ventola, i nuovi ministri hanno volti ancora anonimi.

In studio, gli ospiti chiamati ad approfondire il tema, erano (oltre a Sgarbi), Massimo Bernardini (conduttore di Tv talk), Giuseppe Cruciani e David Parenzo (autentiche zanzare, per restar fedeli al titolo della loro trasmissione radiofonica). Cruciani ha introdotto un argomento giusto, sostenendo che chi per vent’anni ha campato di rendita sulle debolezze di Berlusconi, ripetendo ogni giorno lo stesso copione, adesso è condannato a lavorare. Si salveranno i talentuosi, riposizionandosi su altri argomenti (e nuove vittime). Gli altri resteranno disoccupati.

Quasi in coro, gli ospiti hanno sottolineato la delusione per la performance di Roberto Benigni nello show di Fiorello (dove si è messo in tasca 400 mila euro di cachet). La satira boccheggia e anche la tv non si sente troppo bene. L’ultimo quarto d’ora di Matrix è stato regalato a Sgarbi e a una lectio magistralis sulla pittura. «La Gioconda deve il suo successo universale al fatto che vuole piacere a tutti. Come Berlusconi».