Mario Nuzzi, Italia Oggi 16/12/2011, 16 dicembre 2011
LA MANOVRA SI FUMA 200MILA POSTI
Attaccando il comparto del tabacco 200mila persone rischiano il posto di lavoro: c’è una «mancanza di proporzionalità tra i risultati attesi per la salute pubblica e le conseguenze economiche e sociali per gli attori della filiera». È quanto afferma uno studio di The European House Ambrosettì nell’ambito del forum sul settore del tabacco. Il nuovo quadro di regole non genererebbe benefici certi, è destinato invece «a penalizzare significativamente agricoltori, trasformatori, produttori e rivenditori, amplificando il contrabbando e la contraffazione con conseguenze significative sull’erario ed in generale sull’economia del paese in un periodo di crisi, affermo lo studio evidenziando che, «considerando le ricadute indirette sul resto della filiera, gli impatti riguarderebbero circa 200mila addetti».
Se le misure discusse attualmente venissero adottate, sarebbe immediatamente a rischio l’impiego di oltre 40mila addetti nella tabacchicoltura in oltre il 50% delle aziende italiane dei tabacchi. Sarebbe inoltre in pericolo fino al 20% della redditività di oltre 55mila tabaccherie che occupano circa 139mila persone, a vantaggio di un mercato illegale del tabacco già ad oggi stimabile al 3,4% delle vendite legittime, con una perdita per l’erario stimata in circa 485 milioni annui, come si afferma nello studio.
E sono 2,5 miliardi le sigarette di contrabbando. Si calcola che nel 2010 nero e contraffazione delle sigarette abbiano arrecato un danno alla filiera italiana del tabacco di oltre 650 milioni di euro, di cui 485 milioni sottratti all’erario pubblico.