Filippo Facci, Libero 16/12/2011, 16 dicembre 2011
POCO ONOREVOLI
C’è una penosa, penosissima pletora di parlamentari che si accoda alle varie trasmissioni televisive col cappello in una mano e la busta paga nell’altra: uno spettacolo da coprirsi gli occhi, un drappello di poveracci secondo i quali difendere le prerogative del Parlamento è quella roba lì, discutere dei taxi e dei rimborsi telefonici, indicare le varie voci come un piazzaiolo di Formigli, accusarsi l’un altro (parlamentari contro europarlamentari contro consiglieri regionali ecc.) e poi confrontarsi con la signora Pina che è collegata da Pistoia. Una cosa tristissima, una pietra tombale sulla dignità di un’istituzione che già era ridotta a un irrilevante gregge di nominati e pigiabottoni: e ora questo, coi migliori che per una volta sono quelli che non ci vanno, che rifiutano di metterci la faccia e di esporla al ridicolo e non cedono alla trappola catodica degli anti-casta professionali che siamo noi giornalisti, altra castina che la sfanga ma che presto tornerà sulla graticola, vedrete, perché è tutto un giro. Intanto tocca e ritocca a loro, al fu-Parlamento ora commissariato che non guadagna chissà che – lo sappiamo tutti – ma resta incapace di tagliarsi anche solo i privilegi più odiosi, arcaici, offensivi, unici al mondo: e allora va in televisione a tagliarsi qualcos’altro. La gente annaspa alla terza settimana, il Parlamento al terzo anno.
Filippo Facci