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 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

EASTWOOD. L’ISPETTORE CALLAGHAN SI FA IL REALITY DA SÉ. SULLA SUA FAMIGLIA

Per i cinefili, la notizia suonerà parecchio indigesta. La famiglia Eastwood farà un reality show di cui pare che sarà regista Clint in persona. Se non v’è venuto un colpo, continuate a leggere. Come il vecchio – meno di lui, decisamente più bollito – Ozzy Osbourne, icona metal, anche l’ispettore Callaghan ha ceduto al fascino del piccolo schermo. Incredibile ma vero: farà non un programma di nicchia sul cinema d’autore su qualche rete indipendente, ma un reality-show sulla vita della sua famiglia. Sul network americano E! Mica roba di qualità.
L’INTERROGATIVO è d’obbligo: è mai possibile che un cattivàs come lui, cowboy-giustiziere per Sergio Leone, poi attore e regista in proprio, musicista, per nulla paraculo, sia ora caduto in (pop)tentazione? Sarà l’età? Il bisogno di soldi? Non si direbbe, a giudicare dalla lucidità dei suoi ultimi lavori (in calando, è vero) e dagli incassi ottenuti. Voglia di nuove sfide, dopo i Golden Globe e i premi Oscar? Dopo la Legione d’Onore e il titolo di Commendatore francese e giapponese? E che sfida sarebbe, poi, quella di farsi riprendere 24 ore su 24 da una cinepresa , senza poi togliersi la soddisfazione, almeno, di sparare sul camera-man?
Secondo i portali americani, dietro a questa iniziativa potrebbe esserci lo zampino della moglie Dina, sulla quale – e non a caso – si concentrerà lo show della produzione Bunim-Murray. Si vedrà la 46enne donzella, 35 anni in meno di Clint, mentre gestisce la famiglia; il marito sarà quasi sempre in giro a fare film e presenzierà solo per qualche cammeo. Spazio quindi a lei, alle figliole Morgan, 15 anni, e a Francesca, appena maggiorenne, che sogna di fare l’attrice.
Il sito Tmz, che riporta la notizia, scrive che l’obiettivo dei producer è quello di mostrare come vive una famiglia famosa di Hollywood. Sai che novità. Probabilmente, la roba servirà per lanciare nello show-biz Francesca, baby carina-caruccia già apparsa qua e là in qualche lungometraggio. Per questo – e perché lui si vedrà ben poco – Clint potrebbe aver accettato intrusioni kitsch nella sua vita privata. Ma sono supposizioni, ipotesi.
Quel che sembra proprio certo, è che l’Eastwood-reality si girerà. Mancano ufficializzazioni e date di riferimento, quindi mai dire mai. I produttori della Bunim-Murray, che dovrebbero semplicemente aver clonato il format di “Keeping up with The Kardashian” – programma di successo che mostra le gesta quotidiana di americani rampanti – incrociano le dita. La messa in onda è questione di mesi, fanno trapelare. Clint, che fra poco sarà di nuovo al cinema con “J. Edgar”, protagonista Leonardo Di Caprio, va per la sua strada, probabilmente incurante delle critiche. Gli interessa semmai parlare del film (in Italia esce a gennaio), che racconta le gesta di J. Edgar Hoover, a capo della FBI per circa 50 anni, fino alla data della morte, nel 1972.
Sia quel che sia, a 81 anni, dopo una carriera di tale livello, un’eventuale scivolone, il buon Clint, se la può anche concedere. Sceglie d’istinto, le conseguenze sembrano riguardarlo poco. L’uomo se ne frega del chiacchiericcio. Non a caso, in passato, aveva stupito i suoi fan già per altre scelte.
LE INIZIATIVE politiche, per esempio: libertario, repubblicano atipico, l”Uomo senza nome” ha appoggiato nella sua storia Richard Nixon, Arnold Schwarzenegger, John McCain. È stato sindaco di una piccola città statunitense e s’era fatto il suo nome addirittura come vice di George W. Bush – ma lui smentì. Poi da dire che ha deluso anche per certi film, comunque coraggiosi, come Hereafter: misticoide pippone, egregiamente girato, sulla vita post-mortem, non è garbato a molti sostenitori storici e ad alcuni critici. E ad alcuni non piacque la scelta di Angelina Jolie – troppo pop – come protagonista di Changeling.
And so? ...Alla fine, è forse giusto pensarla come Italo Calvi-no, secondo il quale dell’artista va apprezzata l’opera e stop. Direbbe (meglio) il vecchio Clint, sigaro in bocca: “Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue”.