Flavia Amabile, La Stampa 16/12/2011, 16 dicembre 2011
Tutto vero, in quest’ultima settimana gli italiani hanno mostrato il loro peggior razzismo, tra campi rom al rogo e senegalesi uccisi senza un solo motivo diverso dal colore della loro pelle
Tutto vero, in quest’ultima settimana gli italiani hanno mostrato il loro peggior razzismo, tra campi rom al rogo e senegalesi uccisi senza un solo motivo diverso dal colore della loro pelle. Ma non siamo così orribili come sembriamo. Anzi. In Europa siamo i più generosi nei confronti degli stranieri. Il 68% è disposto ad accogliere chi lascia il proprio Paese per sfuggire alla povertà (68%), alle persecuzioni (71%), ai conflitti armati (79%) e ai disastri naturali (79%). È quanto emerge dalla quarta edizione dell’indagine «Transatlantic Trends: Immigration 2011», presentata ieri a Roma. Lo studio ha sondato l’opinione pubblica americana ed europea (in cinque Paesi dell’Unione: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna), su vari aspetti del dibattito in tema di immigrazione e integrazione. I razzisti italiani? «Circa il 20% della popolazione, una percentuale modesta», risponde Piero Gastaldo, segretario generale della Compagnia San Paolo. In tutti i Paesi europei la netta maggioranza degli intervistati si dichiara favorevole a una divisione del carico della gestione dei flussi migratori provenienti dal Nord Africa. L’80% è d’accordo sul fatto che la responsabilità vada condivisa tra tutti Paesi dell’Unione Europea e non affrontata individualmente dal Paese di arrivo degli immigrati come è avvenuto durante questa primavera durante gli sbarchi di profughi in arrivo dai Paesi delle rivolte nordafricane in corso. Il Regno Unito è il Paese che dimostra meno entusiasmo (68% favorevoli) e lo si può anche capire visto che non è direttamente interessato. L’Italia è il Paese più entusiasta, l’88% sono favorevoli. E anche questo è comprensibile. Gli italiani sono anche i più favorevoli ad un’autorità europea che fissi le quote di ingresso degli immigrati (60%, dato in crescita rispetto al 47% del 2010), a dispetto di quello che si poteva immaginare dal dibattito nato la scorsa primavera intorno ai continui sbarchi a Lampedusa. Anche se generosi, gli italiani restano diffidenti. In Europa sono i più preoccupati. L’80% teme l’immigrazione irregolare e il 74% è convinto che gli immigrati presenti in Italia siano per lo più clandestini: un dato quasi opposto a quello tedesco dove solo il 13% pensa agli immigrati come a degli irregolari. Gli italiani però appaiono altrettanto preoccupati nei confronti del governo e delle politiche adottate in materia di immigrazione. «L’indagine è stata condotta durante il governo Berlusconi ma era riferita ai governi in generale», precisa Gastaldo. L’83%, infatti, giudica l’operato del governo in materia poco o molto poco soddisfacente, con un incremento degli insoddisfatti del 70% rispetto all’anno scorso. È il dato più alto fra i Paesi considerati dello studio. In generale, il sondaggio lascia capire che, tutto sommato, rispetto all’indagine precedente condotta un anno fa, l’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti dell’immigrazione non è mutato. Anche andando indietro nel tempo, fino al 2008, anno della prima edizione dell’indagine, non emergono variazioni significative nella percezione dell’immigrazione come un problema o come un’opportunità: nel 2011 il 52% degli europei intervistati e il 53% degli americani ritengono l’immigrazione un problema piuttosto che un’opportunità, e il maggiore pessimismo si registra nel Regno Unito (68%). Come già negli anni passati, americani ed europei continuano a sopravvalutare di gran lunga il numero di immigrati presenti nei rispettivi Paesi: in media i britannici affermano che gli immigrati rappresentano il 31,8% del totale contro un dato effettivo pari all’11,3%, e gli americani il 37,8% del totale, rispetto al 12,5 effettivo.