Silvia Fumarola, la Repubblica 16/12/2011, 16 dicembre 2011
Era una bellissima ragazza di quindici anni con la gonna scozzese e un maglioncino blu che camminava per Viareggio: un fotografo le chiese di posare
Era una bellissima ragazza di quindici anni con la gonna scozzese e un maglioncino blu che camminava per Viareggio: un fotografo le chiese di posare. La chioma cotonata alla buona, occhi sottolineati dalla matita nera, Stefania Sandrelli si mise seduta per terra, senza scarpe: la foto finì sulla copertina delle Ore, allora settimanale d´attualità, che capitò tra le mani di Pietro Germi. Aveva trovato Angela, la protagonista di Divorzio all´italiana, che fa perdere la testa a Marcello Mastroianni, il barone siciliano Ferdinando Cefalù, pronto a far fuori la moglie in tutti i modi (la legge sul divorzio sarebbe arrivata nel 1970) pur di realizzare il suo sogno d´amore. La commedia che ironizzava sul delitto d´onore festeggia cinquant´anni, uscì il 20 dicembre 1961; l´articolo del codice che regolava il delitto d´onore sarebbe stato abolito vent´anni dopo. Quel ritratto al vetriolo di un´epoca e di una mentalità conquistò il Festival di Cannes, (premio per la miglior commedia) e l´Oscar per la sceneggiatura (firmata da Germi con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti). Signora Sandrelli, come fu scelta da Germi? «Vide la famosa foto sulle Ore, con la gonnellina scozzese, e mi fece cercare. Non avevo più papà ma avevo sei zii: si opposero tutti e sei. Convinsi mio fratello, più grande di sette anni, ad accompagnarmi a Roma. A Viareggio facevano tante anteprime, Olmi, Cassavetes, c´erano più cinema che chiese; divoravamo i film, per vedere Dracula mi misi i tacchi per sembrare grande». Come avvenne l´incontro? «Il ferroviere non era esattamente il mio target ma sapevo chi fosse, pensai che valeva la pena. E poi c´era il grande Mastroianni. Andai a fare il provino con leggerezza, c´erano tante ragazzine fuori dagli studi De Paolis; Germi stava dietro quell´affascinante macchina da presa, la Mitchell. Mi mise un paio di guantini bianchi per farmi sembrare più piccola e mi chiese di tenere dei libri. Mi faceva voltare e mi chiamava: a volte col nome del personaggio, a volte col mio nome. Feci una cosa all´impronta, come sono io, istintiva. Andò bene». La ragazzina di Viareggio conquistava il set: era consapevole dell´importanza del film? «Le gambe, quando incontrai Mastroianni, mi fecero Giacomo Giacomo, era di una bellezza strepitosa. Gentile, ogni tanto si addormentava al trucco; io, che ero piena di energia, tutta elettrizzata, mi chiedevo: come farà? Germi, con le dovute cautele, mi consegnò la bellissima sceneggiatura: capii subito l´importanza del film. Con lui sono stata protagonista di una sinfonia: Divorzio all´italiana, Sedotta e abbandonata, Alfredo, Alfredo». Anche Sedotta e abbandonata, sul matrimonio riparatore, sempre ambientato in Sicilia, criticava l´ipocrisia. «Quando Coppola girava a Cinecittà, Giovanni (Soldati n.d.r.), il mio compagno, mi diede un barattolo coi lampascioni da portargli, sono due buongustai. Ci mettiamo a chiacchierare, e Francis tira fuori la cassetta di Sedotta e abbandonata: "Lo vedo un mese sì e l´altro pure. È un capolavoro"». In "Divorzio all´italiana" Angela è l´oggetto del desiderio. Germi come le spiegò il ruolo? «Mi ha guidato senza impormi niente. Mi lasciava libera, usavo l´istinto, giocavo con gli sguardi. Si metteva dietro quella bellissima macchina da presa e ti seguiva, passo dopo passo, rideva e si commuoveva. Da Germi ho imparato questo mestiere, l´amore per il cinema e ho capito che era quello che volevo fare». Cita spesso l´istinto, l´ha accompagnata in tutta la carriera? «Oh sì, l´istinto e la fortuna. Per qualche verso l´ho attratta, dico sempre che è scesa dal cielo come un manto di stelle. Ho lavorato con Bertolucci, Scola, Monicelli, Comencini: si può desiderare di più?». Prova tenerezza quando si rivede? «Sì. In Divorzio all´italiana ricordo la scena in cui colgo i fiori e Mastroianni mi segue sulla spiaggia di Catania, portavo il mio bikini. Era elegantissimo, azzimato. Recitavo Tabucchi a teatro e qualcuno mi ha portato una maglietta del film con me e Marcello. Bellissima». Si può dire che Germi abbia cambiato la sua vita? «Eccome. Sul set ero poco più di una bambina, ma ero pronta; pronta a lasciare la scuola, anche con dolore, perché il cinema mi dava un´energia inaspettata, una gioia. Prima da spettatrice poi da attrice mi ha dato la felicità».