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 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

Se doveva segnalare che una crisi finanziaria durata mezzo decennio può diventare crisi politica, il bersaglio è centrato

Se doveva segnalare che una crisi finanziaria durata mezzo decennio può diventare crisi politica, il bersaglio è centrato. La Francia di Nicolas Sarkozy ha scelto la via più breve per limitare i danni, di fronte all’opinione interna, del (temuto) adieu alla «tripla A» del rating: lasciar intendere che un evento del genere, la perdita del rang, sarebbe frutto di una congiura anglosassone. Come spiegare altrimenti che la Gran Bretagna venga risparmiata? Il fatto che questi argomenti abbiano dalla loro la logica economica non li rende politicamente migliori. Londra e Parigi hanno livelli di debito pubblico simili, attorno al 90% del Pil; il deficit e l’inflazione di Londra sono quasi doppi rispetto ai rivali di Oltremanica. Ma Standand & Poor’s almeno per ora non mette sotto osservazione la Gran Bretagna perché la Bank of England ha creato liberamente oltre duecento miliardi di sterline per finanziare il deficit, mentre la Banca centrale europea non lo fa per Parigi. Ora si chiama «flassibilità monetaria» e S&P’s la ritiene un fattore di forza. La posizione dell’agenzia non tiene a un esame di logica: il debito di Londra è soprattutto debito estero; stampare e inflazionare moneta per sostenerlo è una strategia dalle gambe corte, perché finirà per mettere in fuga gli investitori non britannici. Lo farà a maggior ragione ora che i piani di crescita e risanamento del governo si dimostrano velleitari. Probabile dunque che Parigi non meriti la «tripla A», ma lo stesso vale per Londra in termini finanziari e per S&P’s per la qualità della sua analisi. La rottura del premier David Cameron a Bruxelles sette giorni fa e lo strappo di Sarkozy ieri abbassano molto sotto il livello «tripla A» anche la qualità e il senso di responsabilità dei due leader in questa fase così delicata. Tanto vale guardare avanti e badare alla sostanza. Questa indica che probabilmente in tempi brevi tutte le grandi economie del mondo (meno il Canada) avranno perso la «tripla A». Londra inclusa. Il termine di paragone per il mercato non sarà più quella formuletta di per sé stupida del «10 e lode», ma un’analisi più complessiva di ogni Paese. Forse sarà un bene. Di certo ciò che conta, cioè i tassi d’interesse sul debito, saranno determinati da un fattore diverso: la disponibilità dei grandi creditori asiatici a finanziare i debiti dell’Occidente. La vera agenzia di rating non è S&P, ma la Cina. Federico Fubini