Varie, 16 dicembre 2011
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Marinelli Giancarlo
• Roma 22 ottobre 1955. Ex pugile, «[...] poliziotto dal 1975, dal 2002 caposcorta del sindaco di Roma Gianni Alemanno [...] tra la lista degli 854 assunti per chiamata diretta dall’Atac, l’azienda dei trasporti, è spuntato il nome del figlio Giorgio [...] sua figlia Ilaria, assunta dalla municipalizzata dei rifiuti, l’Ama. Sempre per chiamata diretta. [...] “Signor sindaco, mi fermo qui”, ha detto Marinelli ad Alemanno. Un incarico “rimesso in via precauzionale per evitare che sull’accaduto si facessero speculazioni”, ha spiegato lo stesso primo cittadino. Marinelli è stato al suo fianco per otto anni. Da quando Alemanno sedeva al ministero dell’Agricoltura e il Viminale ritenne di assegnargli una scorta, perché oggetto di minacce da parte delle Brigate Rosse. Fu allora che Alemanno conobbe il suo caposcorta. Romano di Torre Angela, Marinelli non ha mai nascosto la sua militanza politico attiva, prima per An, poi per il Pdl. Una conoscenza approfondita quella con Alemanno. [...]» (Mauro Favale, Laura Mari, “la Repubblica” 9/12/2010) • « [...] Non ho mai chiesto nessuna raccomandazione per i miei figli. Come ogni genitore posso aver suggerito di fare dei concorsi o di rispondere a delle domande quando sapevo che un’azienda stava cercando dei giovani. Ma nulla di più [...] Sono da sempre di destra, ma ho fatto la scorta anche al ministro dell’Interno Virginio Rognoni, della Dc, e all’ex sindaco Walter Veltroni, del Pd [...] Non ho mai chiesto favori, e di politici ne ho seguiti tanti sia di destra sia di sinistra [...] Giorgio e Ilaria non sono mica entrati da dirigenti, ma come semplici impiegati, a 1.100 euro al mese [...] Non ci sono stati “aiutini”. Mio figlio è un campione di boxe, ma non può gareggiare a vita perché è una disciplina tosta, così gli dicevo di trovarsi un lavoro normale. Lui voleva fare il macchinista, ha visto su internet che l’Atac cercava personale e ha mandato la domanda. Tutto qui. Non abbiamo nulla da nascondere [...] Ilaria lavora all’Ama dal 2008. Le hanno sempre fatto contratti saltuari, poi finalmente è arrivato quello definitivo. Ma Alemanno neanche la conosceva mia figlia [...]» (Laura Serloni, “la Repubblica” 10/12/2010).