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 2011  dicembre 16 Venerdì calendario

Marianini Gianluigi

• Lanzo Torinese (Torino) 17 gennaio 1918, Torino 25 gennaio 2009. Personaggio televisivo • «Pronto alla battuta, un vocabolario da uomo di altri tempi e un’eleganza da dandy senza tempo [...] fu uno dei primi “personaggi” inventati dalla tv. Quella in bianco e nero che, in cambio della fama, chiedeva alle aspiranti stelle di dimostrare almeno una qualità. Marianini era un esperto di galateo e moda maschile e divenne campione del “Lascia o raddoppia?” di Mike Bongiorno. Nel 1956 arrivò fino in fondo al percorso a quiz e vinse 5 milioni 120 mila lire. [...] Le cronache dell’epoca lo raccontano come amante della bella vita: sveglia al pomeriggio, nottate in giro per i locali di Torino e guardaroba sterminato. Occhialini e barbetta, il suo abbigliamento fu uno dei motivi del successo: giacche a scacchi, mantelle, cappelli a tuba e altre mise eccentriche che sorprendevano l’Italia ogni giovedì sera. A questo si aggiungevano un eloquio forbito, una buona dose di ironia (“Mio dotto inquisitore”, così chiamava Mike) e una cultura da tre lauree. Terminata l’esperienza tv, si reinventò come conferenziere sull’occultismo, collaborò con il Centro studi don Sturzo e girò l’Italia come giurato di concorsi gastronomici. Fu Piero Chiambretti a riscoprirlo, prima per “Prove tecniche di trasmissione” (1989) e poi per “Il laureato” (1995). “Lo volli con Herrera e Paternostro perché erano i modelli che più avevo amato da ragazzo e che mi avevano formato [...] Consacrato dalla tv unica, con grande dignità non scese mai sotto la linea che nessuno dovrebbe oltrepassare quando la notorietà cala. E poi accettò con entusiasmo di rimettersi in gioco”» (Andrea Laffanchi, “Corriere della Sera” 27/1/2009) • «[...] è stato il concorrente più popolare di “Lascia o raddoppia?”, il primo intellettuale italiano (tre lauree, di cui una in diritto canonico) a diventare “personaggio”, come piaceva a Mike. Si era presentato come esperto di storia della moda e del costume, “l’esegeta pensoso dei dolcissimi meandri della moda”. Chiamava Mike “o mio dotto inquisitore” e i giornalisti “gazzettieri”. Il primo stava al gioco, i secondi no. E provvidero subito a ricambiare: “Simpatico e sfottente barboncino” ( Il Giorno), “Caricatura vivente e piazzista ideale della retorica salottiera” (Paese Sera). Per la prima della trasmissione si presentò in smoking di damasco vermiglione con risvolti neri. Della sua partecipazione al quiz diceva: “Avrei potuto sceglier una macchietta dell’uomo d’avanguardia, con un parlare alla Marinetti. Dopo un rapido esame preferii quella del viveur e adottai un linguaggio che fosse una velata parodia dello stile aulico del trecento frammischiato al barocchismo del ’600”. La domanda finale da 5 milioni riguardava il cerimoniale dei guanti per le feste da ballo. Marianini rispose con esattezza. Ci volevano tre paia di guanti bianchi: pelle lucida per la presentazione, filato sottile per le danze, bianco intonso per il gran finale» (Aldo Grasso, “Corrieree della Sera” 27/1/2009) • Vedi anche Bruno Ventavoli, “la Stampa” 27/1/2009; Tony Damascelli, “Il Giornale” 27/1/2009.