Varie, 16 dicembre 2011
Tags : Julius Malema
Malema Julius
• Seshego (Sudafrica) 3 marzo 1981. Politico. Leader della Lega giovanile, noto per il suo populismo radicale e le sue affermazioni estremistiche in netto contrasto con la linea del Congress, il 10 novembre 2011 la commissione disciplinare del partito lo sospese per cinque anni • «[...] controverso leader del movimento giovanile dell’African National Congress (Anc), uno degli eredi politici di Nelson Mandela [...] è un capopopolo. [...] Vestito sempre a metà tra un gangster e uno sfruttatore, amante dello champagne, una casa a Sandton sulle colline più esclusive di Johannesburg, istruzione lasciata presto per la politica, senza padre con una madre che faceva la donna delle pulizie, Juju si era distinto nel Limpopo, la provincia al confine con lo Zimbabwe, come uno dei più agguerriti attivisti per i diritti nei neri. Ha cominciato da piccolo, come pioniere dell’Anc, staccando i manifesti del vecchio National Party. Poi è arrivato alla testa dell’Unione studentesca, quindi l’approdo a Johannesburg e nel 2008 l’elezione a presidente dei giovani dell’Anc. È molto furbo e sa come muovere la folla. Le sue frasi sono brevi, essenziali, anche perché il suo vocabolario è quello che è, parole sempre pronte per un titolo di giornale o in tv per fare rumore. Con i giornalisti il conto è aperto. Jonah Fisher della Bbc, per dire, fu insultato e cacciato fuori durante una conferenza stampa: “Spia, bastardo. Va via di qua”, lo aveva apostrofato Malema. [...] “Un bullo”, ha detto tempo fa Max du Preez, editorialista, scrittore e afrikaner progressista, rincarando: “Fa paura e più fa paura, più diventa forte”. Ma se si guarda ai giovani, disoccupati, senza casa né lavoro, è istintivo che si pensi a Malema come eroe. Le sue gaffe sono all’ordine del giorno e, dalla sua proposta di nazionalizzare le miniere alla sua campagna contro Twitter, ci si potrebbe scrivere su un libro. Il presidente sudafricano Jacob Zuma per due o tre anni l’ha tenuto al guinzaglio come un bambino capriccioso, ma Juju si è emancipato. Le sue frequentazioni vanno dal re dei locali notturni Kenny Kunene, amante di Porsche, sushi e Lamborghini, a Robert Mugabe, dittatore dello Zimbabwe che tutti i sudafricani odiano. [...]» (Francesco Malgaroli, “la Repubblica” 19/4/2011) • Vedi anche Pietro Veronese, “la Repubblica” 11/11/2011.