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 2011  dicembre 15 Giovedì calendario

GOOGLE-MAP PER ABUSIVI

Dal berretto con visiera ai motori di ricerca su Internet il passo è breve. Una volta facevi un fischio per il posto auto, oggi puoi prenotarlo con un sms. Il parcheggio abusivo a Napoli è una professione, un’arte, un esercizio dell’ingegno. Una prassi inestirpabile dal Dna della città. Resiste alle maxi multe da 500 euro deliberate dall’assessore alla Legalità Giuseppe Narducci, ai blitz dei vigili urbani, alle inchieste giudiziarie. E si adegua alle moderne tecnologie. Cerchi un posto auto in zona ‘vietata’? Niente paura: vai su Google, digiti le parole giuste e ti appare una pagina web con la mappa dei 40 parcheggi abusivi sparpagliati sul territorio napoletano, per un totale di circa 11.000 posti auto gestiti dai ‘fuorilegge’. “Parcheggiatore abusivo autorizzato” diceva trentacinque anni fa uno di loro a uno sbigottito Luciano De Crescenzo, che riportò l’episodio nel libro ‘Così parlò Bellavista’. “Autorizzato da chi?” “Dagli abusivi, dottò”.
L’esistenza della pagina Google con l’elenco dei parcheggi in mano ai signori col berretto l’ha rivelata ieri Daniela De Crescenzo su “Il Mattino”. Ostentazione clamorosa di illegalità? Sulla rete si spiega che l’iniziativa è nata per combattere il fenomeno, per segnalarlo a chi di dovere affinché metta fine “al malcostume”, attraverso continui aggiornamenti a una casella di posta elettronica ( par  cheggioabusivo@yahoo.it  ). Sarà. Ma la pagina web è strutturata così bene che pare quasi invogliare ad usufruire dei servizi. Per ogni parcheggio clicchi e si apre una finestra che descrive capienza dell’area di sosta, costo, orari della guardiania e persino il grado di insistenza dell’abusivo. Ad esempio: grazie a un colpo di mouse apprendi che sul lungomare di Mergellina – via Caracciolo, tra i lussuosi ristoranti, per lasciarci l’auto devi sganciare almeno un euro e mezzo, i posti sono circa un centinaio, i parcheggiatori abusivi in azione sono minimo due e massimo cinque e la loro ‘insistenza’ nel chiederti l’obolo sarà ‘media’.
IN VIA PETRARCA le cose vanno meglio: puoi cavartela con 50 centesimi e l’unico berretto in esercizio te li chiederà senza petulanza. A via de Pine-do gli abusivi montano e smontano con l’apertura e la chiusura degli sportelli della banca nei pressi, e chiedono uno o due euro.
Particolarmente esose invece le zone dello stadio S. Paolo (5 euro ) e di Rivieria di Chiaia (3-5 euro). Senza dimenticare che l’automobilista spesso paga due volte: per stare sulle strisce blu (a Napoli valgono fino a mezzanotte) e per evitare guai con l’abusivo. Si possono però fare degli abbonamenti. Non ovunque, ma sicuramente a piazzetta Scacchi, caso segnalato in cima al sito: i residenti possono scegliere tra le opzioni “settimanale” e “mensile”. Gli ospedali, poi, sono tutti ‘controllati’. Da persone vicine ai clan, afferma Narducci nella delibera di contrasto al fenomeno. E l’assessore è un ex pm dell’Antimafia e queste cose le sa non per sentito dire. Certo, non è bello cliccare e scoprire che all’ospedale Cardarelli gli abusivi te li trovi avanti 24 ore al giorno “nonostante la presenza di un commissariato di polizia nelle vicinanze”. Eppoi non hai lo spirito di discutere con il parcheggiatore, se vai di corsa per un congiunto ricoverato. Paghi e zitto.
L’ultima frontiera, però, è la prenotazione via sms. L’hanno scoperta i carabinieri della compagnia Centro che a fine ottobre hanno denunciato un parcheggiatore abusivo ‘in servizio’ a Chiaia, il quartiere della movida. Costui riceveva decine di messaggini del tipo “Sono Giovanni, quello della Mercedes grigia: arrivo alle 23”. Per conservare a ‘Giovanni’ il posto libero, l’abusivo lo occupava con sedie e paletti. E all’arrivo del cliente chiedeva dai 5 ai 10 euro. Tariffa proporzionata all’impresa: nei week end parcheggiare nella zona dei baretti è praticamente impossibile. A meno che non ti affidi al ‘berretto’ giusto.