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 2011  dicembre 15 Giovedì calendario

FAMIGLIE MENO RICCHE DAL 2007 FUGA DA AZIONI E TITOLI DI STATO

Le famiglie italiane continuano ad essere più ricche e meno indebitate di quelle di molti altri grandi paesi del mondo, ma certamente la crisi si è fatta sentire anche per i loro portafogli e negli ultimi anni ha intaccato il patrimonio. È la fotografia scattata dall’indagine ad hoc svolta dalla Banca d’Italia che rileva come, soprattutto nell’ultimo anno, le famiglie siano via via fuggite da investimenti considerati più rischiosi quali titoli di stato e azioni, parcheggiando i propri soldi verso attività più liquide quali depositi bancari e risparmio postale. Dalla fine del 2007 – quando aveva raggiunto i suoi livelli massimi – a tutto il 2010 la ricchezza netta delle famiglie italiane (somma di attività reali e finanziarie) è diminuita del 3,2%, collocandosi a 8.640 miliardi di euro. E nel solo 2010 la ricchezza complessiva è scesa dell’1,5% rispetto al 2009.
Valutata al lordo delle passività era pari a 9.525 miliardi di euro, corrispondenti a poco meno di 400mila euro, in media, per famiglia. Naturalmente, però, la media nel caso della ricchezza ha un significato molto relativo, visto che il quadro dipinto da Bankitalia è caratterizzato da una grande polarizzazione: a fine 2008 la metà più povera delle famiglie deteneva il 10% della ricchezza totale mentre il 10% più ricco deteneva quasi il 45% della ricchezza complessiva.
Quanto alla composizione del portafoglio, lo scorso anno la quota di ricchezza detenuta in titoli pubblici italiani e in azioni e partecipazioni si è ridotta di quasi l’1% sul 2009, quella in depositi e risparmio postale è invece salita, rispettivamente, dello 0,2 e dello 0,4 per cento. Secondo i dati Bankitalia, alla fine del 2010 il 43,2% delle attività finanziarie era detenuto in obbligazioni private, titoli esteri, prestiti alle cooperative, azioni e altre partecipazioni e quote di fondi comuni di investimento. Il contante, i depositi bancari e il risparmio postale rappresentavano, invece, «il 30% del complesso delle attività finanziarie» mentre «la quota investita direttamente dalle famiglie in titoli pubblici italiani era pari al 5 per cento». In una prospettiva più lunga Bankitalia rileva come, se confrontata con quella rilevata alla 1995, la composizione delle attività finanziarie abbia subito sensibili variazioni. L’aumento di circa 8 punti percentuali della quota di attività finanziarie in obbligazioni private italiane (dal 2,4 al 10,2%)e di quella in riserve tecniche di assicurazione (dal 10 al 18,6%) sono state compensate dalla forte contrazione delle quote di attività finanziarie in depositi bancari e in titoli pubblici italiani (rispettivamente dal 30,2% al 18,3% e dal 18,9% al 5 per cento)».
Tornando alla solo fotografia del 2010, le attività reali rappresentavano il 62,2% della ricchezza lorda, quelle finanziarie il 37,8%. Le passività (887 mld) erano il 9,3% delle attività complessive. La casa resta sempre tra gli investimenti preferiti dagli italiani, con le abitazioni che a fine 2010 rappresentavano quasi l’84% del totale delle attività reali e la ricchezza in case detenuta dalle famiglie pari a oltre 4.950 miliardi di euro. In pratica, si tratta in media di poco più di 200mila euro per famiglia. Nel confronto con gli altri paesi le famiglie italiane dispongono di una ricchezza elevata (quel che fa difetto agli italiani, come si sa, e si desume anche dalle comparazioni internazionali è il reddito).
Alla fine del 2009 la loro ricchezza netta è stata pari a 8,3 volte il reddito disponibile lordo, contro l’8 del Regno Unito, il 7,5 della Francia, il 7 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 4,9 degli Stati Uniti.