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 2011  dicembre 15 Giovedì calendario

La musica è donna (e nera) Scusate, il rock dov’è finito? - D’accordo,forse non sarà mor­to come sostengono in molti

La musica è donna (e nera) Scusate, il rock dov’è finito? - D’accordo,forse non sarà mor­to come sostengono in molti. Ma di certo è vecchio assai. Oggi, a quasi sessant’anni dalla sua nasci­ta, il rock forse è più attento alla ri­forma delle pensioni che alle nuo­ve idee. E i risultati si vedono. Anzi non si vedono quasi da nessuna parte, neanche nelle rituali classifi­che di dicembre. Badate bene: non quelle qualitative. Ma quelle quan­­titative. Per capirci: le copie vendu­te. Pochissime. Vince il pop. Me­glio se femminile. Oppure black, sia rap o hip hop o vagamente r&b. Dunque, ecco una classifica per tut­te: quella di Billboard , il magazine imperdibile per capire come van­no le cose negli States e quindi, a stretto giro, nel resto del mondo musicalizzato. Tra i cento dischi più venduti nel 2011, i primi rocket­tari sono gli U2. Al ventiduesimo posto, però. Va bene, non avevano album nuovi. Ma anche chi ce l’ha, co­me i Bon Jovi, non sta me­glio: ventiseiesimi. Peggio an­cora i Coldplay, dei quali si è parla­to ovunque, anche sui bollettini parrocchiali, ma che non sono riu­sciti a portare il loro Mylo Xyloto (peraltro uscito solo da un mese e mezzo) più in alto del quaranta­duesimo piano. Giusto tra Shaki­ra e Jennifer Lopez e solo un po’ peggio di Linkin’ Park,gente che fi­no a cinque anni fa faceva piazza pulita. Peggio ancora i Red Hot Chi­l­i Peppers, anche loro appe­na tornat­i sul merca­to ma at­tualmen­te schian­tati al 95esi­mo posto, due gradini più in basso di Demi Lo­vato, anni 19, eroi­na del pop poppante. Insomma, per farla breve, tra i cento artisti pre­feriti degli americani non c’è un rockettaro di nuova generazione, ossia sbocciato negli ultimi tempi. Da una parte c’è il meraviglioso ge­­rontocrate Roger Waters, che ha le radici addirittura negli anni Ses­santa con i suoi Pink Floyd e su di lo­ro campa ancora (egregiamente o no,dipende dai punti di vista).Dal­l’altra spuntano i Journey, nati scin­tillanti negli anni Settanta, esplosi con Don’t stop believin’ in tutto il mondo nell’81 e poi arrivati finora a targhe alterne. Insomma, il pub­blico preferisce ricomprarsi per l’ennesima volta un disco dei Beat­les (86esimo posto) piuttosto che puntare su qualche giovane. Caso­mai ce ne fosse qualcuno. Invece vince il pop, tendenza danzerec­cia, peso specifico quasi zero ma godibile come pochi. Ad esempio: Rihanna (appena passata da Tori­no e Milano), Lady Gaga e Katy Perry, che sono seconda terza e quarta dell’anno.Un autenti­co trionfo per Katy Perry, da­ta per morta già nel 2008 dopo il primo singolo I kissed a girl ma tutto­ra fortissima alla faccia dei soliti sa­pientoni. E un mezzo infortu­nio per Lady Ga­ga, che è uscita a maggio con il pompatissimo Born this way ed è stata ovunque per sei mesi, forse la più spaventosa campa­gna promozionale della storia del pop. In ogni caso, tutti saranno d’accordo sul no­me ch­e domina la classifica ameri­cana del 2011: Adele. Il suo disco 21 ha piazzato 13 milioni di copie nel mondo,un’enormità ormai,più di chiunque altro in circolazione al­meno quest’anno. E quasi nessu­no ha osato criticarla, se non altro perché c’è poco da criticare: ha una grande voce, ottimo reperto­rio e non è neppure una di quelle lo­lite che calamitano gli occhi più che le orecchie del pubblico. Vince lei, che è il calimero del pop. Il pri­mo uomo nella top ten è il minusco­lo Lil’ Wayne, rapper che piazza una parolaccia per rima, quasi un record. E, oltre al volatile Bruno Mars, definito il nuovo Michael Jackson con un criminale eccesso di ottimismo, gli altri due maschi sono Justin Bieber, diciassettenne, e Chris Brown, attore popstar soli­tamente destinato a evaporare al secondo ascolto, massimo terzo. Un riempipista, per dirla tutta. Perciò come sempre per ogni classifica,c’è chi vince,chi pareg­gia e uno solo che perde davvero: il rock vecchio stile. E perderà per un bel po’ perché è invecchiato e gli eredi uno stile non ce l’hanno neppure, pensate.