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 2011  dicembre 15 Giovedì calendario

Ecco gli stakanovisti della pagina - È il recordman assoluto della produzione libraria italiana, al­tro che Salgari

Ecco gli stakanovisti della pagina - È il recordman assoluto della produzione libraria italiana, al­tro che Salgari. L’inventore di Sandokan, costretto alla me­dia di tre pagine al giorno, poco prima di ammazzarsi, si lamentava: «Sono inchio­dato al mio tavolo per molte ore al giorno e alcune delle notte, e quando riposo so­no in biblioteca per documentarmi. Deb­bo scrivere a tutto vapore cartelle su car­telle, e subito spedire agli editori, senza aver avuto il tempo di rileggere».Bazzeco­le per Andrea Camilleri che fra il 2006 e il 2011 ha sfornato la bellezza di 40 libri per un totale di 6449 pagine. In media, quasi le tre al giorno che uccisero Salgari. L’au­tore di Porto Empedocle ha una spiegazio­ne: «Da giovane ho scritto come un mat­to, ho molte cose nel cassetto». E ovvia­mente quello che vi abbiamo fornito è un totale per difetto: mancano prefazioni, ar­ticoli, rubriche, collaborazioni, traduzio­ni, spettacoli teatrali... Vediamo nello stesso arco di tempo (2006-2011) chi ha cercato di competere con l’irraggiungibile maestro siciliano. Testa china sulla scrivania per Andrea Vitali . Dal 2006 ad oggi ha sfornato 16 vo­lumi (ben cinque titoli nel solo 2011) per un totale di 3458 pagine. Non male con­tando che Vitali nella vita fa anche il medi­co, e scrivere per lui è un secondo lavoro. Non è da meno il suo collega in giallo Carlo Lucarelli il quale (ma il conto an­che in questo caso è per difetto) tra rac­conti e romanzi ha sfornato 1115 pagine. Ma il suo impegno maggiore è stato sul versante della saggistica-thriller: 1608 pa­gine ( almeno). Fanno 2723 in tutto. A que­sta cospicua produzione vanno poi ag­giunti un paio di fumetti e un’infinità di racconti sparsi, interventi, articoli, prefa­zioni. Mauro Corona ha intagliato 9 libri di narrativa. Sono 2455 le pagine vergate, tra una partecipazione e l’altra a program­mi tv e festival letterari, dallo scrittore che ama essere presentato come «alpinista» e «riservatissimo».Senza contare l’altra at­tività di Corona, non meno importante, quella di scultore del legno. Giorgio Faletti , vero bestsellerista del thriller pop, è più morigerato quanto a ti­toli. In questi anni ha prodotto soltanto 4 romanzi e una raccolta di racconti ( Pochi inutili nascondigli ). Però sono tutti tomi di un certo spessore e il risultato totale è infatti di 1937 pagine. Non male contan­do che nel frattempo ha scritto vari rac­conti e girato almeno cinque film. Gianrico Carofiglio arranca con i suoi 4 romanzi, un racconto, una raccolte di racconti, una graphic novel , due saggi, le sceneggiatura di tre film tv e un film per il grande schermo. Totale pagine in prosa: 1815 al netto di tutto il resto e del massa­c­rante e quotidiano impegno politico co­me senatore del Partito democratico. Erri De Luca è un vero scrittore opera­io, specializzato però in libri sottiletta. La sua catena di montaggio ha prodotto 22 ti­toli di narrativa. Totale, per difetto, 1487 pagine in cui non sono incluse poesie, un’opera teatrale e la traduzione del Can­to del popolo yiddish messo a morte . A confronto di simili numeri potrebbe dunque sembrare striminzita la produ­zione di Fabio Volo , con 4 romanzi per complessive 1071 pagine. Però in questo caso ci sono i racconti per il Corriere , sette film da protagonista e due sceneggiature. Oltre alla conduzione di programmi tv e radiofonici. E le ospitate, le presentazio­ni, le interviste... Straordinario Walter Veltroni . Può ca­scare il Partito democratico, diventare se­gretario, farsi massacrare alle elezioni: lui alla sera è sempre seduto alla scrivania a inventare storie. Saggi, romanzi, prefa­zioni ( incalcolabili queste ultime, una sti­ma per difetto fatta tempo fa da Christian Raimo diceva almeno 66, ma sono molte di più). Dal 2006 a oggi ha pubblicato 2 saggi e 5 romanzi. Totale pagine: 1053. At­tenzione, però. I libri di Veltroni sono stampati in «corpo Veltroni», un caratte­re tipografico così grande da permettere di dilatare un tema della maturità fino al­le dimensioni di una short novel . Ma gli stacanovisti non sono diffusi sol­tanto nel comparto del romanzo. Fuori quota, per quanto riguarda la saggistica, è Marco Travaglio , una vera e propria in­dustria capace di mettere sul mercato, tra i libri del tutto propri e quelli a quattro o sei mani con colleghi (Peter Gomez, Gian­ni Barbacetto, Pino Corrias, Beatrice Bor­romeo, Marco Lillo e Vauro), ben 16 libri­­inchiesta, una quantità sterminata di pre­fazioni (comunque non sufficienti per battere Veltroni)e anche,già che c’era,11 dvd. Totale pagine: 6904. Sarebbe da Guinness dei primati, se non ci fosse ap­punto il problema di distinguere ciò che è travagliesco da ciò che è dei collaborato­ri, ciò che è creazione ex novo e ciò che è semplice riciclaggio di articoli di giorna­le. Comunque anche solo trovare il tem­po per rileggersi le bozze... Meno male che, come spiega l’editore Chiarelettere, «Marco dorme poco» e quindi ha tante ore libere. C’è un altro saggista instancabile,il filo­logo Luciano Canfora . Almeno 14 saggi in cinque anni, per un totale di almeno 2712 pagine (e siamo certi che qualche pubblicazione più di nicchia manca al­l’appello). Numeri prodigiosi, soprattut­to se si tiene conto che i titoli spaziano, ap­punto, dalla filologia ( La meravigliosa sto­ria del falso Artemidoro ) alla politologia e alla storia contemporanea ( Su Gramsci ). Roba che spesso richiede anni di lavoro solo per censire i documenti. Anche Gustavo Zagrebelsky , editoria­lista di Repubblica , non ha taciuto il pro­prio pensiero, fra tomi di diritto, pamph­­let politici e dialoghi socratici con Ezio Mauro. Ne sono venute fuori 2122 pagi­nette spalmate su 11 titoli. Si difende il matematico Pier Giorgio Odifreddi . In questi anni ha accumulato 8 libri per un totale di 1557 pagine che spa­ziano dalla matematica alla geometria, passando per il dialogo interreligioso. Non manca una missiva a Benedetto XVI ( Caro Papa, ti scrivo ). C’è anche un’ope­ra teatrale (fuori dal computo delle pagi­ne): Siamo uomini o clericali? Predica sul­la laicità . Faticoso, ma in nome della laici­tà ogni sforzo vale. Insomma, in Italia gli scrittori lavorano davvero come negri.