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 2011  dicembre 15 Giovedì calendario

Gli applausi dentro la fabbrica Le urla dei Cobas ai cancelli - Nel «cuore» della ritrovata Fiat di Pomigliano d’Arco, in passerella nel reparto «montaggio», c’è’ la nuova Panda numero uno prodotta dai 600 (per ora) operai riassunti nella prima «Fabbrica Italia» del gruppo

Gli applausi dentro la fabbrica Le urla dei Cobas ai cancelli - Nel «cuore» della ritrovata Fiat di Pomigliano d’Arco, in passerella nel reparto «montaggio», c’è’ la nuova Panda numero uno prodotta dai 600 (per ora) operai riassunti nella prima «Fabbrica Italia» del gruppo. Quando curva davanti al palco del­l’­anfiteatro, allestito al centro del­la linea produttiva per celebrare l’evento, gli operai si producono in un prolungato applauso all’ulti­ma arrivata in casa Fiat. Su cofa­no, sportelli, tetto e paraurti ci so­no le firme, con pennarello bian­co, delle tute bianche della svolta. A queste si aggiungono subito quelle di Sergio Marchionne e di John Elkann, primo membro del­la famiglia Agnelli a varcare i can­celli di Pomigliano d’Arco. «La Panda è come la 500, la Moka e la Vespa - spiega subito il responsa­bile capo del marchio Fiat Auto­mobiles, Olivier François- :è l’Ita­lia che piace al mondo». Anche il listino della vettura rap­presenta qualcosa di nuovo: parte da 10.200 euro e include la propo­sta «Panda 100 per 100», vale a di­re, 100 euro al mese per 100 mesi. Il modello, nato dalla matita di Giorgetto Giugiaro nel 1980, è giunto alla terza generazione, di­segnata dal Centro stile Fiat: in Campania se ne produrranno 1.050 esemplari al giorno, 230mi­la dal prossimo anno. «Tornare qui dopo tanto tempo sembra un sogno che si realizza ­commentano alcuni operai - ; sia­mo consapevoli di essere di fronte a una grande responsabilità. Esse­re tornati qui, quando sembrava che Fiat volesse escludere Pomi­gliano, deve rappresentare uno sprone per tutti». «Ci vogliamo to­gliere di dosso l’etichetta di “lava­tivi” e sfaticati. Il mondo e’ cambia­to e noi dobbiamo chiudere con il passato»,aggiunge Luciana,38 an­ni, marito disoccupato e 2 figli an­cora piccoli. Nel reparto «metrologico», do­ve si eseguono le prove di accop­piamento alla scocca dei partico­lari, c’è chi se la prende con il presi­dio di Fiom e Cobas fuori dai can­celli. «A certa gente - commenta­no le tute bianche- il lavoro non in­­teressa, vogliono solo ma fare poli­tica e proseliti nell’azienda. Fa nul­la poi che migliaia di famiglie ri­schiano di restare senza uno sti­pendio... ».