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 2011  dicembre 15 Giovedì calendario

Miracolo al bar: c’è il fisco, l’incasso triplica - Il presidio di cassa non ha disturbato più di tanto gli abi­tuali consumatori dello spritz del venerdì

Miracolo al bar: c’è il fisco, l’incasso triplica - Il presidio di cassa non ha disturbato più di tanto gli abi­tuali consumatori dello spritz del venerdì. Quello che anche in una regione di lavoratori indefessi co­me il Veneto ha più gusto, perché puoi prenderne due o tre, tanto l’indomani puoi dormire un’ora di più. Certo, qualcuno si è anche chiesto cosa ci facessero quei per­sonaggi inquietanti, griffati Agen­zia delle entrate, appostati alla cas­sa accanto a un titolare insolita­mente prodigo di scontrini fiscali. Ma già al secondo macchiato­Aperol la curiosità si è dissolta e la serata è filata via liscia, come sem­pre, e l’operazione anti-evasione più ricca di consonanti della sto­ria, «Blitz Spritz Replay», ha pro­dotto i risultati che gli Sherlock Holmes della denuncia dei reddi­ti sospettavano: nei locali veneti l’alcol annebbia i riflessi di chi sta alla cassa e il numero di scontrini emessi è perciò largamente infe­riore al numero di bicchieri scola­ti dal popolo dei bevitori. Cosa hanno fatto quei furbac­chioni dell’Agenzia delle entrate? Semplice, si sono messi alla cassa per tutta la sera. Bravi, pensavano forse di trovare un oste che non batte gli scontrini davanti al gen­darme? Certo che no. Infatti quel­la sera, venerdì 2 dicembre per la precisione, tutti gli spritz sono sta­ti diligentemente registrati, com­plice la presenza dichiarata del­l’esattore. Stiamo parlando di un’indagine condotta a tappeto in 51 locali sparsi in tutte le sette province del Veneto,utile per ave­re un’idea di quanto incassa, o do­vrebbe incassare, un baccaro di Venezia piuttosto che un disco­bar di Vicenza in un venerdì sera di spritz. Risultato: in media ogni bar del Veneto incassa 1.726,23 eu­ro, con Padova indiscussa regina degli spritz grazie ai 2.872,65 euro e Belluno cenerentola con appe­na 688,73 euro. Detto che quando si tratta di spritz a queste latitudini nessuno si tira indietro, lo scopo dei diabo­lic­i ispettori era quello di confron­tare gli incassi «vigilati» del 2 di­cembre con quelli, diciamo più li­beri, dei venerdì precedenti. Il bli­tz sullo spritz ha prodotto un bel po’ di bollicine, se è vero, come è vero, che la media di scontrini bat­t­uta in precedenza è risultata esse­re il 38 per cento inferiore ai 1.726,23 euro «certificati». Se la matematica non è un’opinione,la media di imponibile non dichiara­t­o dai locali veneti supera i 655 eu­ro. Nel caso specifico, visto che i bar visionati erano 51,l’imponibi­le evaso nel suo complesso è stato di oltre 33.400 euro. La media statistica, come inse­gnava Trilussa a proposito di chi mangia due polli e di chi non ne mangia alcuno, non è molto indi­cativa. Il locale da primato, per esempio, è a Venezia: rispetto ai venerdì privi di controllore, l’in­casso monitorato è stato del 229 per cento più elevato. Non male neanche a Rovigo, dove l’aumen­to di un esercizio è risultato essere del 149 per cento. Così come si pos­sono fare delle sensibili differen­ze tra province, con Belluno e Vi­cenza che vincono il premio di contribuenti modello (lo scosta­mento medio è stato, rispettiva­mente, del 7 e del 15 per cento), mentre Venezia e Rovigo, come si poteva dedurre dal primato prece­dente, finiscono dietro la lavagna con scostamenti record del 92 e del 68 per cento. Insomma, paese che vai, spritz che trovi e scontri­no che, non necessariamente, ti danno. Si dice, ma la lotta all’evasione non si fa sullo spritz. Può anche darsi, ma le proiezioni fatte dal­l’Agenzia delle entrate sui dati ri­cavati nel venerdì di paura, porta­no a cifre impressionanti. «Con scostamenti presunti - osservano alla direzione regionale del Vene­to - che possono oscillare tra i 40 mila e i 200 mila euro di incassi non dichiarati all’anno,e punte fi­no a 250 mila euro in provincia di Venezia». Il solito invito rivolto al contri­buente- bevitore è quello di chie­dere lo scontrino per ogni spritz consumato. Obiezione condivisi­bile, in linea di principio, solo che rischia di naufragare all’aumenta­re, e al variare, dei bicchieri. Se uno mantiene ancora la lucidità per chiedere lo scontrino vuol di­re che il titolare del locale, oltre che un potenziale evasore, è an­che un imbroglione e smercia spri­tz di dubbia qualità.