Gabriele Villa, Laura Rio, il Giornale 15/12/2011, 15 dicembre 2011
Mentana: lascio il Tg. E La7 crolla in Borsa - Luna di fiele. Alzati per giorni e giorni i calici e gli indici di ascolto di un notiziario che, prima del suo arrivo, era semiclandestino, ora l’idillio sembra essersi: Enrico Mentana ha infatti annunciato ieri le sue dimissioni da direttore del Tg di La7 anche se in tarda serata si è aperta una piccola schiarita: «Le nubi si diradano- ha detto- la notte porta consiglio ma penso che parte delle ruggini sono state eliminate »
Mentana: lascio il Tg. E La7 crolla in Borsa - Luna di fiele. Alzati per giorni e giorni i calici e gli indici di ascolto di un notiziario che, prima del suo arrivo, era semiclandestino, ora l’idillio sembra essersi: Enrico Mentana ha infatti annunciato ieri le sue dimissioni da direttore del Tg di La7 anche se in tarda serata si è aperta una piccola schiarita: «Le nubi si diradano- ha detto- la notte porta consiglio ma penso che parte delle ruggini sono state eliminate ». Si vedrà. La decisione del pomeriggio in linea con lo stile di Mitraglietta ( si era dimesso nel giro di mezz’ora da Mediaset il 9 febbraio del 2009, dopo 13 anni di Tg5 e 400 puntate di Matrix, per «una scelta di coerenza sul caso Englaro») che non ha affatto gradito la denuncia percomportamentoanti-sindacale che il suo cdr gli aveva scaraventato addosso in tandem con l’associazione stampa romana. Motivo? Non aver voluto leggere, nel corso del tg, il comunicato della Fnsi di solidarietà con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl contro la manovra. La Federazione della stampa non può comportarsi come quelle aziende che pretendono la pubblicazione dei loro comunicati. Faccio il giornalista e do notizie, non leggo comunicati», aveva puntualizzato Mentana, respingendo al mittente il comunicato. Ma ieri la rabbia e la delusione sono esplose. «Ma vi pare possibile che dopo un anno e mezzo di lavoro uno debba essere denunciato alla magistratura per non aver voluto leggere un comunicato sindacale che non c’entrava niente con lenotizie della giornata? - si è sfogato Mentana sulla propria pagina Facebook martedì pomeriggio ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria dal mio cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7». Parole chiare. Che il giornalista ha ribadito pari pari in diretta con un intervento che ha preceduto l’edizione delle 20 del Tg La7, che lui ha comunque condotto. Ma quando le agenzie hanno cominciato a battere la notizia delle dimissioni è andata in onda la solidarietà, la dietrologia e anche, inevitabilmente, la confusione. Il comitato di redazione de La7 ha innestato una precipitosa retromarcia smentendo, dopo un’assemblea, di aver mai denunciato il direttore, ribaltando la responsabilitàdi questo gesto sul sindacato romano dei giornalisti e affrettandosi a rendere note «stima e apprezzamento per lo straordinario lavoro che Mentana sta svolgendo con la redazione»Risultato?questa tardiva resipiscenza del Cdr ha fatto infuriare ancora di più Mentana: «Se per caso questa cosa fosse stata un’iniziativa unilaterale di Stampa Romana ci sarebbe stato tutto il tempo, cioè quasi 24 ore, per sottolinearlo. E invece questo non è accaduto ». E se Franco Siddi segretario della Fnsi, ha definito quello di Mentana «un gesto iperbolico», «una steccata incomprensibile», «una bombetta che non può essere buttata contro il sindacato» è anche vero che Mentana ha incassato immediatamente la solidarietà di Giuliano Ferrara («adesso il sindacato gli chieda scusa»), di Vittorio Feltri («ha pienamente ragione ») di Gad Lerner («la denuncia del sindacato contro di lui è una sproporzione»). In ogni caso un risultato immediato, le dimissioni annunciate da Mentana, lo hanno portato: Ti Media, la società che controlla La7, ieri è rovinosamente crollata in Borsa. Il titolo, che ha perso fino al 6,59% con la notizia dell’addio, ha chiuso in calo del 3,74% a 0,16 euro. Più che indici d’ascolto quindi, pollice verso. Gabriele Villa +++ Rete nel panico, i suoi gli chiedono di restare - Ieri doveva essere una giornata di festa, con la tradizionale cena natalizia allietata dalla splendida stagione de La7 e dagli strepitosi risultati Auditel del Tg. E, invece, a metà pomeriggio non un fulmine, ma un uragano si è abbattuto sulla rete Telecom. Le dimissioni di Mentana, che ha salvato un telegiornale sull’orlo del fallimento, hanno gettato nel panico dirigenti, dipendenti e soprattutto la redazione. I giornalisti si sono riuniti subito in un’assemblea infuocata, dove sono volati gli stracci. In molti inferociti contro il pasticcio creato dal Cdr (il sindacato interno) che ha prima aderito alla denuncia del sindacato romano contro Mentana per comportamento antisindacale e poi ha ritratto la mano. Da tempo,anzi fin dall’insediamento, i rapporti tra direttore e Cdr sono stati difficili: da una parte c’era una redazione in forte sofferenza per lo stato di crisi, la riduzione degli stipendi e la cassa integrazione, dall’altra un direttore che cercava di aiutarli ma non dava retta a posizioni retrograde o formali. Comunque,pochi minuti prima che iniziasse l’edizionedelle20, l’assembleahachiestoaldirettoredirestare e ha praticamente sconfessato l’Associazione stampa romana. Un bel groviglio, difficile da sciogliere anche se in tarda serata la situazione è sembrata rasserenarsi: «Le nubi si stanno diradando- ha detto Mentana- la maggior parta delle ruggini sono state eliminate. E la notte porterà consiglio».Un bello spiraglio e un sospiro di sollievo per la redazione. Resta il fatto che se la questione non verrà ricomposta il Tg perderà l’artefice del suo successo ( lo share veleggia attorno al 10 per cento contro il 2,5 della gestione precedente) e, molto probabilmente, si sgonfierà come un soufflé. In ogni caso, a molti, dentro e fuori La7, la reazione di Mentana è parsa spropositata. Perché lui normalmente farebbe spallucce di fronte a una denuncia o a una richiesta sindacale: da Mediaset se ne andò dopo scontri decisamente più forti. Dunque che cosa frulla nella mente del direttore?Ieri le illazioni si sprecavano:c’è chi sosteneva che sarebbe pronto a sbarcare sulla poltrona del Tg1, da cui è appena stato allontanato Minzolini (ma Chicco alla fine del notiziario delle 20 ha smentito dicendo che nel caso se ne andasse sarebbe più interessato a «un progetto stile Santoro, fuori dai circuiti tradizionali»); c’è chi pensa più maliziosamente a un tentativo di rilancio interno (tradotto in parole povere,un aumento di stipendio)e c’è chi prova a fare ragionamenti più sofisticati: cambiando il panorama televisivo, il direttore si sfilerebbe nel massimo del suo fulgore. Di certo, Chicco ha messo in atto una prova di forza: o la redazione sta completamente con lui, oppure lascia il campo. In questo caso, molto improbabile, già si pensa a chi potrebbe sostituirlo: frullano i nomi (interni a La7) di Gad Lerner, Lilli Gruber, Corrado Formigli. Ma per ora sono solo fantasie. Laura Rio