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 2011  dicembre 14 Mercoledì calendario

Effetto Pomigliano È fuga dalla Fiom: in 800 lasciano il sindacato del «no» - «Siamo en­trati in una nuova era con la Panda, ma non basta; bisogna avere altre produzioni di auto

Effetto Pomigliano È fuga dalla Fiom: in 800 lasciano il sindacato del «no» - «Siamo en­trati in una nuova era con la Panda, ma non basta; bisogna avere altre produzioni di auto. Capisco la feli­cità degli operai per avere ritrovato il lavoro ma, come Fiom, ancora non siamo stati contattati né per la formazione né per l’assunzione di operai. I nostri iscritti, per paura di restare fuori, si stanno dimettendo dalnostrosindacato. Siamocrolla­ti da 800 tesserati a meno di cento. È terribile». Dalle affermazioni di Giuseppe Dinarelli, operaio Fiat di Pomigliano, nonché membro del comitato centrale Fiom, appare chiaro che l’organizzazione sia og­getto di una forte emorragia. È il pri­mo effetto della ripresa del lavoro nello stabilimento dove, oggi, il presidente John Elkann e l’ad di Fiat, SergioMarchionne, battezze­ranno ufficialmente la produzione della nuova Panda. Pomiglianod’Arco,dunque,vol­ta pagina. E a giurarlo sono gli stes­si operai che lavoreranno sulla li­nea della Panda. «Mai più assentei­smo, false malattie, giorni di festa per vedere una partita o per parteci­pare a una festa in famiglia », giura­no alcuni di essi davanti ai cancelli dell’ingresso 2 mentre osservano i preparativi del vernissage. Le tute blu già riassunte (circa 440 sui 4.367 addetti in tutto), parlano di «un sogno che sembrava irrealizza­bile, ma divenuto una felice real­tà ». Soddisfatto per il ritorno in fab­brica è Gerardo Giannone, comu­nista storico, autore del libro «Clas­se operaia. La storia della Fiat di Po­migliano raccontata da chi ha vota­to sì ». «Questo impianto- afferma­tornerà a garantire alla provincia diNapoliqueglistipendicheaiute­ran­no a far ripartire il motore di mi­gliaia di famiglie».