Aldo Grasso, Corriere della Sera 15/12/2011, 15 dicembre 2011
LA FORZA DEL DENARO (E DI GERRY SCOTTI)
Coincidenze: nel momento in cui il Paese è chiamato a tirare la cinghia e il denaro contante è stato messo sotto tutela (non oltre i mille euro) arriva un game show che fa del contatto fisico con il denaro la sua forza motrice. «The Money Drop» mette in scena un milione di euro in contanti (40 fantastici blocchetti da 25.000 euro ciascuno), ma più ancora il sapore del frusciante, il piacere della liquidità (il denaro liquido, per fortuna non l’ha inventato il sociologo Bauman). Era dai tempi di «200 al secondo», anno 1955, che in tv non si vedeva la moneta sonante.
Il Denaro è una potenza, una divinità duttile ed elusiva che da tempo ci domina. Si può affrontare in due modi. Da ragionieri (è quanto sta facendo il governo per ripianare i debiti) o da giocatori. È quanto sta facendo anche Gerry Scotti con il preserale «The Money Drop»: i concorrenti iniziano a giocare con il montepremi e devono via via difenderlo rispondendo a 8 insidiose domande, scegliendo prima l’argomento della domanda per poi rispondere in un minuto per ogni domanda. È più facile da vedere che da spiegare, e forse questa è la sua forza (Canale 5, tutti i giorni, ore 18.47).
La tattica dei concorrenti (sempre in coppia) deriva dalla loro psicologia, dal loro rapporto con i denaro. C’è un piccolo romanzo, Il complesso del denaro di Franziska zu Reventlow che dovrebbe diventare il libro di testo per questo game show. Per scacciare l’ipotesi di un intervento psichiatrico, l’autrice confessa: «O la mia energia, rimossa per pigrizia e amore della vita comoda, viene di nuovo mobilitata e in una qualche acconcia maniera indirizzata a far soldi, oppure mi metto in mente che il denaro sia qualcosa di irrilevante di cui si può benissimo fare a meno…».
Il format del gioco è creato da Endemol, autore David Flynn, e ha già conquistato più di 30 paesi. Il primo giorno, su Wikipedia, una mano maligna aveva vergato la chiusa: «Il programma chiuderà i battenti per flop venerdì 30 dicembre 2011». Invece va bene.
Aldo Grasso