corriere.it 15/12/2011, 15 dicembre 2011
Giovani e professionisti: trionfa l’aperitivo networking di Ivana Pais Negli ultimi mesi, pare che l’attività preferita dai professionisti sia il networking
Giovani e professionisti: trionfa l’aperitivo networking di Ivana Pais Negli ultimi mesi, pare che l’attività preferita dai professionisti sia il networking. Tutto ha avuto inizio con le comunità professionali digitali, le prime a organizzare incontri per dare un volto alle persone conosciute online. La moda è dilagata velocemente: ormai non c’è gruppo o associazione che non proponga un aperitivo di networking. Ma non solo: ogni pasto è stato rivisitato come occasione di business. Per i mattinieri, c’è BNI: si incontrano alle 7,30 del mattino e si scambiano referenze professionali mentre fanno colazione. In The Hub Milano, con CreativeMornings, il caffè è servito alle 8,30 ed entro le 10,00 sono tutti pronti per iniziare la propria giornata lavorativa. Le Girl Geek Dinners, ovviamente, preferiscono la cena. I ClubIn hanno introdotto gli speed dinner: i tavoli sono organizzati per tema di discussione e i commensali cambiano posto a ogni portata. L’ultimo arrivato è LetsLunch: ci si iscrive con il proprio profilo LinkedIn, si indicano le proprie disponibilità e si viene abbinati a un partner, con cui si concorda il ristorante per il pranzo. Un vero e proprio incontro (professionale) al buio. La formula, come per gli speed dinner, è stata ereditata dalle organizzazioni di dating online. Un servizio che, almeno negli Stati Uniti, è sempre meno stigmatizzato. In entrambi i casi, si tratta di formare nuove relazioni, ma con alcune differenze significative. Nel business networking la presentazione di sé è resa più credibile dall’esposizione pubblica del proprio network. Inoltre, il successo dei servizi di dating aumenta al crescere dell’homophily: le persone preferiscono frequentare partner simili a loro (per età, livello di istruzione, classe sociale ecc.). Questa strategia, in ambito professionale, non paga: sono molto più utili i “legami deboli” con persone appartenenti a nuove cerchie sociali, che forniscono accesso a informazioni non ridondanti. Fare networking a colazione, pranzo e cena dovrebbe servire proprio a questo. Resta ancora da superare qualche ostacolo, a partire dai meccanismi di autoselezione che finora hanno fortemente limitato la varietà dei profili professionali interessati. E poi, il confronto con persone diverse è faticoso: c’è sempre il rischio di comportarsi come gli adolescenti, che vanno all’estero per studiare una nuova lingua e passano il tempo libero con i connazionali. Nella creazione di legami con estranei, c’è un “cultural lag” che ci separa dall’America: le resistenze che stanno frenando la diffusione del dating online condizioneranno anche il business networking?