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 2011  dicembre 12 Lunedì calendario

Questa volta l’avvertimento di Moody’s non è diretto né ai debiti sovrani, né ai bond europei, ma a ufficiali, sottufficiali e graduati dell’esercito di Wall Street

Questa volta l’avvertimento di Moody’s non è diretto né ai debiti sovrani, né ai bond europei, ma a ufficiali, sottufficiali e graduati dell’esercito di Wall Street. "Dovranno aspettare fino al 2023 perché l’occupazione nel settore torni ai livelli precrisi", ammonisce Maria Di Natale, un’economista del gruppo nota in tutto il mondo, assieme a Standard & Poor’s e Fitch, per il suoi rating che fanno tremare i mercati (e che nel passato li hanno anche drogati). Aggiunge Di Natale: "Chi è stato licenziato farebbe meglio a cercarsi nicchie più sane nel mondo della finanza o addirittura a cambiare lavoro". Finora Wall Street pensava che la crisi scoppiata nel 2008 sarebbe stata passeggera e che, in poco tempo, si sarebbe tornati ai "bei vecchi tempi". Ma nel 2011, secondo gli ultimi dati di Bloomberg, sono stati persi nella finanza globale altri 220mila posti di lavoro, ben più dei 174 mila scomparsi nel terribile 2009, quando gli impiegati uscivano dalla Lehman Brothers con gli scatoloni in mano. Negli Stati Uniti la flessione è stata di 50mila, di cui 30mila alla Bank of America, la seconda banca Usa, che all’inizio della crisi, ai tempi di Kenneth Lewis, sembrava una delle grandi vincitrici per aver divorato la Merrill Lynch e la Countrywide, e che adesso invece, sotto la guida di Brian Moynihan, è costretta alla cura dimagrante. Anche Citigroup taglia. Il chief executive Vikram Pandit ha annunciato martedì scorso l’eliminazione di 4500 posti di lavoro, cioè dell’1,6 per cento del totale. Una decisione a sorpresa, visto che ad aprile l’istituto prevedeva l’assunzione di 500 persone in due anni. Se ciò è accaduto, e se continua l’emorragia in tutto il settore, è perché Wall Street non soffre solo di una situazione congiunturale, ma si trova "nel mezzo di un cambiamento strutturale", come fa notare Huw Jenkins, un partner del Banco Btg Pactual intevistato da Business week. La crisi e i successivi interventi politici per evitare "il bis" hanno ristretto il campo d’azione della finanza. Sono aumentate le riserve obbligatorie delle banche a scapito di altri impieghi, è diminuita la attività di trading con capitali propri, sono quasi scomparsi dalla circolazione quei prodotti finanziari esotici e insoliti che fino a cinque anni fa entusiasmavano i risparmiatori e arricchivano i banchieri. Risultato: Wall Street non è più la stessa. Accanto al calo dell’occupazione, c’è anche quello dei bonus milionari che nell’ultimo decennio attiravano i migliori cervelli dalle università del mondo. La Goldman Sachs, ad esempio, ha finora messo da parte una somma per i bonus ai 34mila dipendenti che è inferiore di un quarto rispetto a quella del 2010. Intendiamoci: sarà sempre una cifra enorme, spropositata, ma anche questo ridimensionamento è un segno dei tempi.