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 2011  dicembre 14 Mercoledì calendario

Berlusconi, si volta pagina Ma agli editori chi glielo dice? - L’aspetto più curioso è che non ci si è mai mossi da dove tutto è iniziato

Berlusconi, si volta pagina Ma agli editori chi glielo dice? - L’aspetto più curioso è che non ci si è mai mossi da dove tutto è iniziato. A proposi­to di Berlusconi. Il titolo più recen­te, fresco di stampa, è Il Sessantot­to realizzato da Mediaset , un pam­phlet del poeta Valerio Magrelli, pubblicato incredibilmente da Ei­naudi, su come il Cavaliere, sub­dolo pifferaio catodico, con le sue televisioni ha ipnotizzato gli italia­ni sprofondandoli nel baratro del totalitarismo mediatico. E uno dei primissimi libri, uscito da Se­am nel ’94, s’intitolava, con origi­nalità degna di miglior causa, Il volto seduttivo del potere. Berlu­sconi, i media e il consenso . Dall’ip­nosi all’ossessione. Diciassette anni, o poco più. Du­ecentosessanta libri, almeno. Quarantaduemila pagine, per di­fetto. Un’intera biblioteca,con po­chi paragoni nella storia politica e sociale italiana, che ha declinato Berlusconi e il berlusconismo in tutte le forme e i generi editoriali possibili: romanzi fantascientifi­ci, horror, erotici, thriller esoteri­ci, raccolte di barzellette, saggi po­­litici, di costume, sociali, econo­mici, culturali, psicoanalitici, graphic novel , fumetti, inchieste giornalistiche, pamphlet, «libri neri», fiabe illustrate, poemetti sa­tirici, manuali di comunicazione, florilegi, dossier, fenomenologie, biografie. Molte biografie. Dalla prima, Il padrone del diavolo , di Giorgio Ferrari, del 1990; alla più rara, che sul mercato librario vale circa 500 euro: La vita segreta di Lady Berlu­sconi , su Veronica Lario, scritta da Mario Guarino nel 1996 e pubbli­cata da Laser edizioni. «Questo li­bro - disse l’autore a posteriori ­non avrebbe mai dovuto uscire». Come dicevano due sociologi dell’autorevolezza di Alberto Abruzzese e Vincenzo Susca: Tut­to è Berlusconi . Sottotitolo: «Radi­ci, metafore e destinazione del tempo nuovo», editore Lupetti. Ed eravamo appena nel 2004... Di San Silvio , o del Cavalier Mi­racolo , o del Signor B. , o del Bana­nas , o di Papi , da Berluskaiser a Berluscaos fino a Berluscomics , è stato scritto, analizzato, psicoana­­lizzato, indagato di tutto.Più qual­cos’altro. Ci sono giornalisti che su Berlusconi hanno costruito un’intera carriera - Marco Trava­glio, Peter Gomez - e case editrici che sopra Berlusconi hanno edifi­cato mezzo catalogo - Kaos, Chia­relettere, Einaudi - e bontemponi che attorno a Berlusconi hanno imbastito le teorie misterico-com­plottiste più fantasiose: dopo Il co­dice da Vinci è arrivato, vendendo un po’ meno, Il codice Berlusconi , con in copertina il Cavaliere iscrit­to in un pentacolo; Pascal Schem­bri ha tracciato un inquietante pa­rallelismo fra Kennedy e Berlusco­ni. Lo stesso destino? ; e Alessandro Amadori è arrivato a spiegare, in Madre Silvio , «Perché la psicolo­gia profonda di Berlusconi è più femminile che maschile»: cosa che se la viene a sapere Papi Silvio s’infuria più che per i libri di Trava­glio. Silvio, Silvio rimembri quando ancora non ti avevano venduto a tranci sui banconi delle librerie? Di Silvio- l’imprenditore, il politi­co, il faccendiere, il piduista, il di­struttore dello Stato, il Salvatore della Patria, il presidente del Mi­lan, il piazzista,l’incantatore,il se­duttore, lo chansonnier, il piani­sta, lo statista, il più amato dagli italiani, il più odiato, il più invidia­to, il più schernito- sono stati ana­lizzati la retorica, il linguaggio, la psicologia, la mimica, la capacità seduttiva, quella di fare i soldi e di ottenere consensi. Come Marc Bloch ne I re taumaturghi studiò il miracolistico potere regale, così Marco Belpoliti in Il corpo del ca­po­ha scandagliato il potere di Ber­lusconi veicolato dalla fisicità. Co­me Clizia Gurrado nelle sue «con­fessioni di una sedicenne » procla­mò, nel 1985, Sposerò Simon Le Bon , così Nicola Cinquetti, che so­lo per caso fa rima con Minetti, ha romanzato nel 2010 come si con­quista una ragazza inarrivabile che una volta gli ha detto Sposerò Berlusconi . E, anche se si stenta a crederlo, detto di uno fra i maggio­ri pr­oduttori e distributori cinema­tografici del Paese, c’è anche chi ha tentato di spiegare, in Filmga­te , «come Berlusconi ha ucciso il cinema italiano». Prefazione di Marco Travaglio. Per tacere del fortunatissimo fi­lone porno-editoriale, da Onore­vole Bunga Bunga a Sodoma. Le 120 giornate che hanno distrutto Berlusconi passando per Tutte le donne del Presidente. Le rocambo­lesche avventure di Berlusconi, sco­pritore di talenti , dove dietro «ta­lenti » probabilmente si nasconde un doppiosenso. Per fortuna però c’è Silvio. Perché ti amo. L’amore per Berlusconi attraverso gli occhi di un bambino , di Fabrizio Man­fredini, che ha commosso persi­no Sandro Bondi. A proposito. To­to- titolo: qual è il migliore? Silvio tu uccidi una sinistra morta (Ali­berti, 2009); E continuavano a chiamarlo impunità (Editori Riu­niti, 2007); Il grande Vespasiano (per l’anagrafe Berlusconi detto Silvio) e i suoi rotoli di carta igieni­ca (Falco editore, 2010) o Anche i Formigoni nel loro piccolo s’incaz­zano con Berlusconi (Gremese, 2004)?Ah,e poi c’èil volume ano­nimo Come e perché Berlusconi presto cadrà . Uscito nel 1997... Sil­vio forever .