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 2011  dicembre 13 Martedì calendario

Napoli sforna invalidi con la talpa dell’Inps: uno su quattro è falso - Si dice che tutto il mondo è paese

Napoli sforna invalidi con la talpa dell’Inps: uno su quattro è falso - Si dice che tutto il mondo è paese. Ma è impossibile eguagliare Napoli in fatto di falsi invalidi e di truffe ai danni dell’Inps. I numeri offerti dall’Osservatorio sulle pensioni confermano questo scandaloso andazzo collettivo. In Campania vivono mezzo milione di inabili al lavoro, un otta­vo di tutti gli invalidi italiani e nella sola provincia di Napoli, una pensione su tre è versata a un invalido. Dunque, conside­rando il numero complessivo degli abitan­ti, si nota che 11 persone su cento intasca­no l’assegno di povertà o di inabilità e solo otto su cento prendono una pensione che arriva dai soldi versati con i contributi. Tut­ti falsi invalidi? Ovviamente no. Ma la per­centuale di assistiti dalla mano pubblica è così alta da far gridare allo scandalo. Le truffe e gli abusi ai danni dell’Inps e dunque dell’intera collettività sono all’or­dine del giorno. Ed è più doloroso accetta­re di essere gabbati dai furbastri quando si è impantanati in una crisi economica che mette a rischio anche le pensioni concor­date per chi sta perdendo il posto di lavoro o per chi è in cassa integrazione. Ma qui siamo a Napoli, signori. E anche ieri questa città ha sfornato l’ultima noti­zia­di una lunga inchiesta che ha individua­to una vera fabbrica di falsi invalidi, appun­to. Grazie a una talpa all’interno dell’Inps che falsificava certificati e liquidava con di­sinvoltura assegni a chi pagava di più, c’era una bella lunga lista di attesa, 62 per l’esattezza, che aspettava di ottenere una pensione non dovuta. Altri tre nullafacen­ti, invece, avevano intascato già un bel gruzzoletto mese dopo mese. E per loro so­no già scattate le manette assieme a quelle dello zelante dipendente che arrotondava lo stipendio dell’Inps a modo suo. I quat­tro truffatori sono stati arrestati nella scor­sa notte dai carabinieri della compagnia di Napoli-Bagnoli per associazione a de­linquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, frode informatica aggra­vata, contraffazione di pubblici sigilli e fal­sità materiale: le indagini ha svelato an­che tentativi di intrusione negli uffici Inps per distruggere le prove. E così salgono a 163 gli arresti effettuati sulla base di un’in­chiesta sui falsi invalidi, coordinata dalla Procura di Napoli, che ha anche sequestra­to beni per 4 milioni di euro. Nel corso del­le indagini avviate nel settembre 2009, fu­rono coinvolti politici, pubblici funziona­ri e malavitosi. E ora le ultime vicende han­no ci fanno capire che le false invalidità si possono creare anche dall’interno del­l’Inps. Se non fosse stato scoperto l’ultimo sofisticato meccanismo, lo Stato avrebbe erogato, indebitamente, ben un milione. Ma accanto alla procura di Napoli, c’è l’Inps che sta lavorando per limare la voce delle pensioni di invalidità. L’anno scor­so, dopo centomila controlli, quasi una pensione su quattro è stata revocata.Que­st’anno la mannaia sarà ancora più pesan­te. Sono state setacciate ben 250mila posi­zioni e le cancellazioni viaggiano oltre il 25%. Insomma, nonostante i raggiri sem­pre più sofisticati, il vento è cambiato. Pu­re a Napoli dove sono già state revocate 36mila pensioni d’invalidità (il 20%del to­tale) per truffa. Ma rimangono altri dati da mettere sotto la lente d’ingrandimento. L’istituto spende 432 milioni al mese per le 504mila pensioni di vecchiaia e 229 mi­lioni di euro per quelle di invalidità. Ag­giunti ai 137 milioni distribuiti tra i 277mi­la coniugi superstiti, si ha un totale di 845 milioni e 625mila euro al mese, quasi 10 miliardi l’anno.