Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 12 Lunedì calendario

L’intesa sul clima è un bluff globale - «Siamo usciti dal cono d’om­bra di Copenaghen. L’Ue torna protagonista»

L’intesa sul clima è un bluff globale - «Siamo usciti dal cono d’om­bra di Copenaghen. L’Ue torna protagonista». Queste le parole, a commento della carnevalata di Durban, del nostro ministro al­l’ambiente, Corrado Clini. Che è un bravissimo tecnico e ci aveva fatto ben sperare. Pazienza, colpa nostra che c’eravamo illusi. Il re­sto dei politici del mondo che si so­no a Durban riuniti - già da noi apostrofati sfaccendati - non so­no stati da meno. Chi ha applaudi­to allo «storico accordo» (Mini­stro degli Esteri Sudafricano), chi lo ha definito «una rivoluzione» (Rappresentante del Parlamento europeo), chi si è compiaciuto, convinto, di «aver salvato, oggi, il mondo di domani» (Segretario dell’Onu). Tutti hanno pronun­ciato f­rasi che per profondità nes­sun essere umano comune avreb­be saputo mai neppure concepi­re: «problemi internazionali ri­chiedono legislazioni internazio­nali » (copyright Commissaria eu­ropea per il clima). Sentito che ro­ba, eh? Al cospetto di tanta euforia e sod­disfazione ci piange il cuore rovi­nare la festa. Perciò, almeno oggi, ce ne guardiamo bene dal farlo. Anzi sapete che facciamo? Ci unia­mo al tripudio. E ci auguriamo che con la stessa solerzia e lo stes­so spirito siano risolti tutti gli altri nostri problemi, grandi e piccini. E allora, impariamo dalla Cop17 di Durban. Giova ricordare- dob­biamo imparare, no? - il cosa e il come fatto da questi signori. Che con molta maleducazione abbia­mo chiamato l’altro ieri ( ma lo fac­ciamo da 10 anni) sfaccendati. Chiediamo scusa e ritrattiamo tut­to. Al 17mo anno, ecco finalmen­te il coniglio dal cilindro. Non per niente sono remunerati decine di migliaia di euri al mese, mica gen­te ordinaria quella; mica gente co­me me e, forse, voi. Pensate, han­no lavorato fino alle 5 del mattino. «Ora locale», ci tengono a precisa­re le Agenzie, sottolineando la vo­stra piccolezza di uomini comuni che alle 5 am state dormendo da almeno 6 ore. Vergognatevi a la­mentarvi del vostro stipendio che, se pur miserabile, è per voi troppo ricco. Perché siete voi i mi­serabili e avete molto più di quel che meritate, Ici compresa. Orbe­ne, alle 5 del mattino, dopo giorni ininterrotti di indefesso lavoro, lo storico martelletto del presidente dello storico consesso è stato bat­tuto solennemente sullo storico tavolo, mentre la storica parola è stata, non meno solennemente, pronunciata: «Approvato!». Mi chiedete cosa è stato approva­to. Dico subito che disapprovo io questa vostra pretesa: denota un misto di deplorevole impazienza e curiosità morbosa da parte vo­stra, oltre che assenza di sobrietà. E oggigiorno chi non è sobrio è fuori moda. Ma visto che insiste­te, ecco qua. Hanno approvato e sottoscritto di promettere di fare i compiti a casa - anche loro! è una mania - cioè che penseranno per 3 anni il da farsi, di modo che nel 2015 si riuniranno tutti di nuovo quando valuteranno una propo­sta che dovrà essere partorita nel frattempo e che, si dice sin da ora, dovrà essere operativa dal 2020. Come? Dite che sembra un falli­mento? Non capite niente, voi. Siete plebe ignorante. Commis­sione e Consiglio Ue hanno inve­ce dichiarato che quanto sopra «è una svolta storica», quindi tacete. Lo hanno dichiarato «in una nota congiunta», dicono le Agenzie. Non so perché ma mi sovviene al­la mente una barzelletta sui cara­binieri, quella che chiarisce per­ché vanno sempre a coppia: boh, una stupida associazione di idee. Il nostro governo deve avere i suoi meriti in tutto ciò. Io immagino co­me deve essere andata. Alle 4 del mattino, quando tutti erano stra­fatti e con tanto di occhiaie, il mini­stro Clini, che è anche un uomo di spirito pronto a saper sdramma­t­izzare le circostanze imbarazzan­ti, deve aver pensato di racconta­re una barzelletta a tutti. Ha così ri­ferito come il governo italiano, in nome della riduzione dei privile­gi e degli sprechi, ha approvato che in un futuro non meglio preci­sato ( ma futuro) il numero di par­­lamentari italiani sarà ridotto, i lo­ro emolumenti e vitalizi pure e le province abolite. La barzelletta è piaciuta e ce l’hanno copiata, in nome della riduzione della CO2. Un altro successo di quel diavolo di un Monti.