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 2011  dicembre 11 Domenica calendario

La diplomazia del «vaffa» Quando i leader sbottano - La diplomazia? La parola affascina, riempie la boc­ca, a volte il cervello, dice molto, anzi, in verità, non dice nulla, il vuoto vestito con elegan­za

La diplomazia del «vaffa» Quando i leader sbottano - La diplomazia? La parola affascina, riempie la boc­ca, a volte il cervello, dice molto, anzi, in verità, non dice nulla, il vuoto vestito con elegan­za. Lo aveva scritto anche un compatriota di Nicolas Sarkozy, dico Honoré de Balzac nelle sue «Illusioni Perdute»: «La diplo­mazia è la scienza di coloro che non ne hanno alcuna e sono pro­fondi per la loro vuotaggine». Prendete, appunto, i leader euro­pei che discutono del futuro, lo­ro e, innanzitutto dovrei dire e pensare, di noi altri. Si ritrovano, si riuniscono, pranzano, cenano, si scambia­no doni e riverenze, sembrano davvero maturi, equilibrati, sere­ni, distaccati, superiori alle bas­sezze della vita quotidiana, inca­paci di perdere la pazienza, tolle­ranti davanti a una torta in fac­cia, ai fischi assordanti dei conte­­statori, ai tentativi di aggressio­ne. Poi scatta il neurone, il san­gue si scalda, esaurita la pratica regali, digerito il cibo sontuoso, il politico europeo, premier, can­celliere, comunque capo di un governo, butta nel cestino dei ri­fiuti la buona creanza, il fair play , dimostra e si mostra per quello che è, che era in fondo pri­ma che la festa avesse inizio. Ultime di cronaca e di video: Nicolas Sarkozy, per esempio, il connazionale di Balzac, sta vi­vendo un momento di grande pubblicità, all’estero, perché quando torna sotto la Tour Eiffel nemmeno la sua signora riesce a cantargli la marsigliese. Sarkozy, dunque, ha messo il broncio con gli inglesi che han­no deciso di restare sull’isola, po­nendo il veto agli accordi altrui, negativi per l’economia britanni­ca. Fino a metà settembre Sarkozy e Cameron erano gli eroi della liberazione della Li­bia, insieme in visita agli ospeda­li di Bengasi, insieme sull’elicot­tero, abbracciati, sorridenti. Ma è roba vecchia, l’euro spinge. Bruxelles non è Bengasi e, dun­que, il presidente parigino, al momento di salutare i convenu­ti all’ultimo consesso, ha bacia­to, come un datato viveur di Pi­galle, la mano a una bionda si­gnora, poi ha incrociato sul pro­prio percorso il premier inglese Cameron che tentava di salutar­lo per pura cortesia e formalità made in United Kingdom, ma il galletto di Francia ha tirato drit­to, nemmeno uno sguardo, nem­meno il gesto di educazione, no­blesse oblige dicono al Paese suo, lasciando il suo collega inglese con la mano a mezz’aria, come un questuante e lo sguardo da mister Bean, immagine che ri­prenderò a breve. Del resto lo stesso Cameron aveva definito Sarkò un hidden dwarf , un nano nascosto, ambiguo, roba forte però meno pesante di come frau Merkel aveva etichettato il suo caro Nicolas: «Un po’ Louis De Funes e un po’ mister Bean», ro­ba comica per intenderci, una ri­sposta secca al francese che, lon­tano da Berlino, chiama la Ange­la la boche , che sarebbe la cruc­ca. Insomma dei goliardi allo sbaraglio, tipi che, se potessero, si lancerebbero anche i piatti, quelli sporchi dopo la mangiata, ça va sans dire , e magari qualche sputo. Nessuno sfugge a internet e Youtube , sono tutti ormai attori del Big Brother . È capitato addi­rittura al re di Spagna che, in oc­casione del vertice latino ameri­cano a Santiago del Cile, ha inter­rotto il discorso elegante del ve­nezuelano Hugo Chávez che si era così espresso: «Un fascista non è un essere umano, un ser­pente è più umano di un fasci­sta ». Qui il re si è sporto in avanti, per superare il profilo di chi ave­va di fianco, al secolo l’ex pre­mier Zapatero, e ha esclamato al guerrigliero Hugo: «Por qué no te callas?». Ma perché non te ne stai zitto? Resta memorabile la scenetta del premier lussemburghese Jean-Claude Juncker che batte tre volte con il palmo della mano la testa di Berlusconi che sta ri­leggendo, dotato di occhiali mai visti prima e dopo, i passaggi del proprio intervento. La reazione dell’ex primo ministro italiano è tra il basito e l’incacchiato, nel tentativo di individuare la mano e il titolare della medesima or­mai defilato, chi la fa l’aspetti. Raccontate così sembrano le gag di una assemblea condomi­niale, laddove almeno il bacio della mano e lo scambio di doni non sono previsti dall’ordine del giorno. Tutto il resto sì, nani, crucchi e insulti. Per tenere fresca la memoria di Sarkozy aggiungo un’altra ci­tazione, sull’argomento,di un il­­lustre francese, predecessore dello stesso Nicolas, Georges Pompidou: «La diplomazia è un incontro di boxe con guantoni ghiacciati,al posto del gong c’è il cin cin con lo champagne». Salu­te.