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 2011  dicembre 11 Domenica calendario

La guerra civile delle destre in Europa - Mai l’Europa è stata così politi­camente omogenea e mai è stata così sull’orlo di sfasciarsi

La guerra civile delle destre in Europa - Mai l’Europa è stata così politi­camente omogenea e mai è stata così sull’orlo di sfasciarsi. Forse è la prima volta nella breve storia dell’Unione europea che i Paesi leader d’Europa,la Francia,la Ger­mania, la Gran Bretagna, la Spa­gna e fino a ieri l’Italia, sono tutti guidati da governi moderati, di centro destra, con leader e partiti popolari, gollisti e conservatori. E così gran parte degli altri Paesi europei. Ma per la malattia dell’euro e per con­tendersi l’egemonia è esplosa la guerra civile della destra europea. Il quadro riassuntivo odierno è il seguente: francesi contro, ingle­si fuori, tedeschi sopra, italiani sot­to. Ovvero Nicolas Sarkozy il golli­sta attacca l’Italia di Silvio Berlu­sc­oni e poi si scontra con David Ca­meron il conservatore. Angela Me­rkel cristiano-democratica, pa­droneggia sull’Europa e compila con Sarkozy la pagella dei buoni e dei cattivi, considerando Mario Monti una specie di commissario coloniale. E Cameron sbatte la porta e riscopre la vocazione isola­na della Gran Bretagna. E sono tut­ti di centro destra, magari milita­no nello stesso partito europeo, spagnoli inclusi. La scena è paradossale per la sua schizofrenia: una settimana fanno a gara a minacciare espul­sioni dall’Euro, e quella seguente fanno a gara a frenare gli scontenti che se ne vogliono andare. Benve­nuti in Neuropa, reparto neurolo­gico dell’Unione europea. Anche il governo Monti può de­­finirsi, per usare le categorie del Novecento, espressione della de­stra economica, che da alcuni de­ce­nni è l’alleato preferito della si­nistra ideologica. La destra eco­nomica è forse quanto di più lon­tano ci sia dalla destra politica, sociale e tradizionale. Veniva ai tempi del marxismo definita de­stra­perché liberista ed espressio­ne dei ricchi e dei poteri finanzia­ri e capitalistici. Veniva vitupera­ta come destra per la sua scarsa sensibilità verso le fasce più de­boli e verso la legittimazione po­polare, preferendo gli esperti (i tecnici, i professori) agli eletti per via democratica. Un tempo la tecnocrazia era considerata la criptodestra. La destra economica a livello eu­ropeo si identifica con il potere delle banche e si allinea alle agen­zie di rating. La sinistra invece, co­me la regina d’Inghilterra, regna ma non governa, ovvero costitui­sce lo sfondo culturale e ideologi­co dell’Europa: guida l’informa­zione, veicola le parole d’ordine, fornisce i codici linguistici e i ma­nuali di political correctness . Ma oggi non governa neanche uno dei Paesi leader dell’Europa. Sinistra ideologica e destra eco­n­omica insieme fecero fuori in Ita­lia il governo Berlusconi. Ed è pe­noso vedere ora il tifo della sini­stra per le sanguinose manovre della destra economica. L’alibi è preoccuparsi delle fasce più pove­re della popolazione. Ma questo, se pure fosse vero, significa non curarsi del popolo italiano ma so­lo di una minoranza, certo da tute­lare, ma che ammonta grosso mo­do al 15 per cento della popolazio­ne. L’ottanta per cento degli italia­ni sono invece la piccola e piccolis­sima borghesia, ovvero quel gi­gantesco ceto medio che chiamo cetaceo per la sua enormità, che ha ingoiato nel suo ventre il prole­tariato venuto dalle campagne e dalle fabbriche e una vasta quota di borghesia declassata. Sono lo­ro, i proprietari di case, per dirla con un’immagine complessiva, i più tartassati. A loro la sinistra ide­ologica non pensa. E sulla casa, l’unico contentino che offre è chie­de­re l’estensione dell’Ici alla Chie­sa... Il dramma però è che tral’euro­sinistra ideologica e l’eurodestra economica, manca l’europoliti­ca, ovvero chi pensa davvero la po­litica in chiave europea. E le de­stre europee, anzi i centro destra diversamente nominati in Euro­pa, non riescono ancora a pensa­re in prospettiva europea, sicché picchiano con lo spread le nazio­ni rivali e poi si inginocchiano alle Borse e alle agenzie, che sono gli ayatollah delle società occidenta­li. Le nazioni insorgono contro l’Europa e l’assetto artificioso che la unisce. Ma non si trova nessuno che sia capace di sintetizzare la di­fesa della sovranità popolare, l’identità nazionale e la difesa del diritto pubblico europeo. Ho nostalgia di De Gaulle, na­zionalista ed europeo al tempo stesso, che sognò l’Europa delle patrie, mentre oggi abbiamo un’Europa delle patrimoniali. Un’Europa micragnosa.La nuova sintesi europea di inno più bandie­ra è l’iban. L’Unione europea sta morendo di ciò che la fece nasce­re: l’euro.