EMANUELA BERTOLONE, La Stampa 12/12/2011, 12 dicembre 2011
A lezioni di “rella” dall’ultimo “ciulin” - A Torino hanno pavimentato le vie del centro storico
A lezioni di “rella” dall’ultimo “ciulin” - A Torino hanno pavimentato le vie del centro storico. Ad Aosta la piazza della città. E poi in Francia (la strada del Cenisio), in Austria, anche in America. I «ciulin» di Graglia, 1600 abitanti sull’alta collina biellese della Valle Elvo, nella professione di selciatori erano maestri riconosciuti fin dal’Ottocento Un’arte antica con le sue regole e addirittura la sua lingua: la «rella», indispensabile per non svelare i segreti del mestiere. Un idioma che non si poteva imparare sui libri. Ma solo lavorando. Sono passati più di duecento anni e della «rella» rimane un solo testimone. Pierino Milano, 70 anni, occhi svegli e fisico invidiabile, abita in una baita (ovviamente in pietra) in frazione Castagneto di Muzzano, a due passi dal capoluogo della vallata. «La bela broela la bailiss la musota! Venite dentro». Impossibile non accettare l’invito pur non capendo nulla di ciò che dice. «Lè la stagion da tapì i cardinal per mangie al lepu», aggiunge il buon Pierino. Nemmeno il sindaco, Romano Marchetti, può essere d’aiuto. Il Pierino, che sembra divertito nel vedere gli occhi degli interlocutori persi nel vuoto, inizia subito a raccontare: «Sono andato a lavorare come selciatore all’età di 23 anni con quelli di Graglia. Dovevamo realizzare la strada della piazza del municipio e subito mi sono accorto che questi si rivolgevano a me in una lingua mai sentita. Più chiedevo spiegazioni e più ridevano. Era la prima volta che sentivo parlare la rella». Pierino ha fatto di necessità virtù. Scherno dopo scherno, quelle parole tanto ostiche quanto divertenti hanno iniziato ad entrargli nel sangue fino a diventare la sua seconda lingua. «Una volta che la conosci non la dimentichi più - continua -. Lavorando in giro, la paura più grande era che ti rubassero il lavoro. Dovevamo avere un nostro codice». E, ad ascoltarla bene, la rella ha anche qualcosa di musicale: la strada diventa «carvera» (la casa delle ruote), il vento è chiamato «fuilan» (ciò che porta via le foglie), fino al maiale, che diventa il «cardinal». Pierino Milano, terminata la carriera di selciatore, si è sposato, ha avuto sei figli e ha dedicato la sua vita alla cascina di Castagneto,dove vive ancora oggi con la moglie, le sue mucche e i suoi cani. Una vita dura quella sulle montagne di Muzzano, dove le strade non sono asfaltate e dove la rete idrica è collegata da poco. «Per noi, le persone che vivono in montagna sono una ricchezza grandissima; permettono che questa zona non si spopoli - spiega il sindaco Marchetti-. Una volta erano 800, ora se ne contano sette. E tra queste possiamo vantare un “ciulin” ancora in grado di parlare la “rella”: un patrimonio davvero prezioso e da custodire gelosamente».