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 2011  dicembre 12 Lunedì calendario

“Mancano crescita ed equità” - Gli studiosi che scrivono su Lavoce.info sono abituati a lavorare con tempi «giornalistici», a commentare gli eventi in tempi molto rapidi in modo da contribuire al dibattito pubblico

“Mancano crescita ed equità” - Gli studiosi che scrivono su Lavoce.info sono abituati a lavorare con tempi «giornalistici», a commentare gli eventi in tempi molto rapidi in modo da contribuire al dibattito pubblico. Così sul sito sono apparsi già numerosi intereventi a commento della manovra Monti. Ma il fondatore, l’economista della Bocconi, Tito Boeri, ci tiene a sottolineare che «non c’è una posizione ufficiale de Lavoce ». Anche sul provvedimento, «siamo tutti andati avanti a scambiarci opinioni man mano che nuovi dettagli si rendevano disponibili», racconta. Dunque è normale che i giudizi usciti in questi giorni sul sito «possono essere tra di noi molti diversi». I difetti della manovra? Anzitutto, secondo Boeri, «manca la crescita». Anche l’operazione sull’Irap che dovrebbe favorire le assunzioni di giovani e donne «interviene solo in modo indiretto sul costo del lavoro». Dunque, «è di efficacia dubbia: non mi sembra che analoga operazione fatta sotto il governo Prodi abbia fruttato». Un secondo difetto grave è che siano state rimandate le misure per riformare il l lavoro: «significa quasi sicuramente rimandarle alle calende greche». E mentre a causa delle misure che riguardano le tasse «la pressione fiscale salirà oltre il 16 per cento e il peso delle entrate sul Pil sorpasserà il 50 per cento», sull’equità promessa dal presidente del Consiglio «si può fare molto meglio». A chi pensa, poi, che questa manovra chieda sacrifici a tutti, l’economista risponde che «non è vero». Per citare un tema caldo di queste ore, Boeri è convinto che sui costi della politica si potesse fare molto di più, cominciando dal «rivedere i compensi dei parlamentari portandoli in linea con quelli dei loro colleghi europei». Per fare cassa, poi, «si potevano tassare le utenze dei canali del digitale terrestre», assegnate a titolo gratuito. Infine, sono «deludenti», per Boeri e misure per la lotta all’evasione, «in linea con quelle del governo precedente». Una «grande novità» è invece «aver affrontato finalmente le pensioni di anzianità, su cui si era arenato il governo Berlusconi», anche se non c’è stato un superamento vero e proprio. E su una delle misure più dolorose, il blocco delle indicizzazioni, per Boeri sarebbe stato «più opportuno» concentrarlo proprio sulle pensioni di anzianità, magari concentrandosi su chi «ha redditi complessivi oltre una certa soglia», visto che chi ha assegni di anzianità «sono mediamente i pensionati più ricchi». Anche sulla domanda se per una manovra del genere ci volesse un governo di tecnici, insomma se non ci si potesse aspettare di più da un esecutivo di specialisti, lo studioso non si tira indietro: «è stata fatta molto in fretta. E credo che ha fatto perno sullo stesso personale amministrativo che aveva sorretto le scelte precedenti. Questo spiega gli errori».