CRAVERI , la Repubblica 12/12/2011, 12 dicembre 2011
EUROCASANOVA
Moda e pensieri, così ha sedotto un continente - È davvero bellissima la mostra che la Bibliothèque Nationale de France ha dedicato a Giacomo Casanova (15 novembre-19 febbraio) nella sua sede di Tolbiac. Si tratta di una delle molte, importanti iniziative volte a promuovere la conoscenza del manoscritto originale dell´Histoire de ma vie di cui la Bibliothèque nationale si è da poco assicurata il possesso - grazie a un mecenate rimasto anonimo - per la cifra record di sette milioni di euro. Mentre i lettori di tutto il mondo possono già prendere visione del manoscritto nella sua integralità sul sito Gallica e Gallimard si appresta a pubblicare l´edizione critica definitiva dell´opera nella "Bibliothèque de la Pléiade", la mostra Casanova, la passione della libertà e il suo splendido catalogo (Bibliothèque Nationale de France/Seuil, pagg. 239, euro 49) evocano con estrema vivezza la personalità dello scrittore alla luce degli usi e costumi della sua epoca.
Sono i grandi fogli di carta ingiallita del manoscritto - con disegnati in filigrana dei cuori! - su cui si staglia l´inchiostro nero della calligrafia, ora chiara e scorrevole, ora nervosa e piene di cancellature e correzioni, di Casanova, a costituire il filo conduttore dell´esposizione che prende inizio con l´incontro fatale tra l´avventuriero veneziano e il Principe di Ligne, perfetta incarnazione di quell´arte del vivere di conio aristocratico che egli ha voluto disperatamente far sua. Siamo nell´estate del 1794, Giacomo è sulla soglia dei settant´anni e da quasi dieci svolge le malinconiche mansioni di bibliotecario del conte di Waldstein a Dux, in Boemia. Per combattere la depressione della vecchiaia e dell´isolamento, a partire dal 1789, egli si è immerso, come scrive Chantal Thomas, "nella vita della scrittura", redigendo una prima stesura delle sue memorie. È tuttavia proprio la richiesta di averle in lettura fattagli dal Principe di Ligne, che a sua volta sta scrivendo le proprie, a indurre Casanova a riprendere il manoscritto in mano e a dargli forma definitiva. Solo la morte, sopraggiunta nel 1798, interromperà questo lavoro di revisione che gli ha conferito la piena consapevolezza di scrivere non solo per sé ma per i lettori futuri.
Indicate le circostanze che hanno reso possibile la genesi di una impresa memorialistica senza precedenti, sia pure in un´epoca ricca di memorie, come lo è stato il Settecento, i curatori della mostra hanno giustamente deciso di privilegiare non tanto i molteplici amori di Casanova quanto le strategie di vita che gli consentirono di passare di avventura in avventura e di paese in paese, inventando e reinventando continuamente se stesso in accordo ai tempi, ai luoghi e alle situazioni.
Perché, ricordiamolo, nell´evocare nei minimi dettagli ciò che ha vissuto in prima persona o di cui è stato testimone, questo grande narciso ci racconta, con una verve narrativa straordinaria e uno spirito di osservazione acutissimo, anche l´Europa del suo tempo che egli ha attraversato in lungo e in largo (è stato calcolato che tra il 1734 e il 1797 abbia percorso 65.000 chilometri!). L´Europa d´Antico Regime, con la sua grande varietà di usi e costumi, di istituzioni e di governi, di mentalità, di abitudini, di condizioni sociali sotto il segno dell´autorità e della tradizione. Ma anche l´Europa dei Lumi, dei philosophes, delle società segrete, delle logge massoniche che in nome della morale naturale e della ragione, della libertà di pensiero e del rifiuto dell´autorità, preparano il terreno ai tempi nuovi. Ed è proprio per essere letto un giorno da questa Europa cosmopolita che - come precisa egli stesso - Casanova aveva deciso di scrivere il suo capolavoro nella lingua parlata da tutti, il francese, anziché in italiano.
Affidata a una ricca scelta, oltre che di lettere e documenti, di ritratti, di paesaggi e di pitture di genere, come di mobili, vestiti, oggetti, gioielli, carte da gioco, la mostra vuole in primo luogo illustrare quelle che Daniel Roche definisce "le tre caratteristiche dell´economia dell´avventuriero", con cui Casanova non cessa di fare i conti: l´importanza del gioco, sua principale fonte di sussistenza, con tutti gli imprevisti che questo comporta, la dipendenza dall´accoglienza e dall´ospitalità ricevute, e l´imitazione dello stile di vita dell´aristocrazia che gli consente di penetrare nei luoghi di ritrovo della buona società. Figlio di attori, lui stesso commediante consumato, Casanova adora darsi in spettacolo, improvvisare, sbalordire, forzare la fortuna e, in caso di mala parata, abbandonare precipitosamente la scena. Dai bellissimi campionari di tessuti che attestano la sua passione per la moda e i travestimenti agli accessori di lusso, dalla passione per i libri alle illustrazioni erotiche, alle scene di danza e di musica, il Casanova messo in mostra alla Bibliothèque Nationale non potrebbero illustrare meglio la sfida vincente di un grande scrittore irregolare che considerava la vita il solo bene di cui l´uomo potesse disporre ed era fiero di avere consacrato la sua a coltivare, in assoluta libertà di pensiero, il piacere dei sensi.