ELENA DUSI la Repubblica 12/12/2011, 12 dicembre 2011
SBADIGLIO
Il contagio è più frequente con parenti e amici Lo rivela uno studio di Cnr e università di Pisa - Sbadigliare è un segno d´amicizia. Lungi dal comunicare noia, spalancare le fauci dimostra vicinanza emotiva. Lo sbadiglio si innesca più spesso quando di fronte abbiamo un parente o un amico, mentre è più raro accanto a semplici conoscenti o addirittura estranei.
Da uno studio di Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi su Plos One arriva una rara certezza su uno dei fenomeni più banali eppure più misteriosi del nostro comportamento. Non solo infatti nessuno ha mai capito a cosa serva sbadigliare (tutte le teorie proposte sono state smontate una dopo l´altra). Meno chiaro ancora è il fenomeno del "contagio", che contro ogni nostra volontà ci fa disserrare le mandibole nel momento in cui vediamo un altro sbadigliare.
Tutto dipende da chi sia questo "altro", hanno osservato i due ricercatori dell´università di Pisa e del Cnr. Più lo sbadigliante ci è vicino emotivamente, più il fenomeno del contagio è accentuato. Norscia e Palagi hanno passato un anno annotando con discrezione su taccuini e telefonini il comportamento di oltre cento persone con cui hanno trascorso giornate al lavoro o serate al ristorante. Il risultato finale: il numero di sbadigli di risposta lanciati entro tre minuti dallo sbadiglio di partenza è doppio se tra le due persone c´è una relazione di parentela anziché di conoscenza formale. I biologi pisani hanno poi legato i loro risultati a studi precedenti, in cui tecniche varie di neuroimaging avevano rivelato che lo sbadiglio contagioso attivava le stesse aree del cervello considerate responsabili delle reazioni di empatia.
Ma la ricerca che più si sposa con i risultati di Norscia e Palagi riguarda l´autismo. Questa malattia che si manifesta tra l´altro con una carenza di empatia è in grado di disinnescare il contagio. Analogamente, il rimbalzo dello sbadiglio non avviene al di sotto dei 4 anni, l´età soglia in cui i bambini cominciano a immedesimarsi con le emozioni altrui. A spalancare la bocca uno dopo l´altro sono invece i primati nel momento in cui giocano o svolgono altre attività sociali insieme. Tutti questi tasselli dimostrano che lo sbadigliare insieme tira in ballo meccanismi del comportamento sociale immersi nel profondo della nostra evoluzione. Secondo una stima che risale al 2003, tra il 40 e il 50% degli individui che guardano un film con uno sbadiglio rispondono al richiamo. Anche i non vedenti hanno l´impulso di ingoiare aria quando ascoltano il suono di uno sbadiglio. E non è necessario che un testo scritto sull´argomento sia noioso per far partire l´irresistibile impulso.
Perfino un premio famoso come l´IgNobel (la versione ironica dei Nobel, assegnata ogni anno dall´università di Harvard alle ricerche più curiose e divertenti) è andato nel 2011 agli studi sugli sbadigli. Per dimostrare che il contagio è legato all´empatia, i ricercatori dell´università inglese di Lincoln hanno condotto dei test su un animale che per la compartecipazione alle emozioni altrui non è certo famoso: la tartaruga. Amici o no, gli sbadigli di un esemplare sono sempre caduti nel vuoto tra i carapaci vicini.