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 2011  dicembre 07 Mercoledì calendario

I COLORI DELICATI DI SAN NICOLA - È

minuscola ma antichissima, la chiesa di San Nicola ai Prefetti; la prima a sorgere in Campo Marzio all’ epoca di papa Zaccaria, nell’ ottavo secolo. Circa un millennio più tardi, nel 1725, Benedetto XIII, durante una visita pastorale, andò su tutte le furie. Il tetto della chiesetta cadeva a pezzi e i frati domenicani, che l’ avevano in uso perché inserita nel loro convento, non facevano niente per salvarla. Papa Benedetto, domenicano anche lui e per di più nato a Gravina di Puglia, quindi particolarmente devoto a San Nicola, impose i lavori di ristrutturazione, e tutte le spese a carico dei frati. I quali per finanziarsi dovettero vendere un quadro che conservavano in sacrestia e che ritenevano molto prezioso: una Madonna del rosario attribuita a Guido Reni, che alla fine fu acquistata dal cardinale Neri Corsini e ancora oggi è conservata nella quadreria del Palazzo a via della Lungara. Ad affrescare la volta interna della navata fu chiamato Giacomo Triga, romano, appartenente alla cerchia dei pittori cosiddetti clementini perché uscivano dal concorso accademico fondato da Clemente XI. Il Triga realizzò qui una delle sue opere più raffinate, creando una delicata orchestrazione cromatica di tinte chiare e trascoloranti. Tinte che erano state soffocate nell’ Ottocento da una puntinatura eseguita sull’ affresco nel tentativo di rinvigorire i chiaroscuri sepolti dalla sporcizia. Adesso, finalmente, è stato affrontato il primo restauro dopo trecento anni, guidato da Adriana Capriotti della Soprintendenza speciale, che ha riportato alla luce il san Nicola ascendente in gloria verso il Padreterno, tra nuvole vaporose e angeli esultanti. Ripulite anche le decorazioni delle pareti e della lunetta sopra l’ altare maggiore, affidate intorno al 1920 a Cleto Luzi, che restò talmente legato alla chiesetta da chiamare sua figlia Nicolina. Luzi cercò di raccordare i colori a quelli del Triga e sconfinò in un eclettismo di stili che vanno dal realismo delle due grandi figure della Prudenza e della Giustizia, le cui modelle, suppone Capriotti, dovevano essere dive del neonato cinema sonoro, fino all’ ispirazione divisionista degli angeli della lunetta, che rispecchiano soprattutto i lavori di Gaetano Previati. Ieri pomeriggio, festa di san Nicola, i restauri sono stati presentati nella chiesetta affollatissima.
Lauretta Colonnelli