Varie, 12 dicembre 2011
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Grandolfo Francesco
• Castellana Grotte (Bari) 26 luglio 1992. Calciatore. Nel 2011/2012 al Chievo. Diciottenne, in forza al Bari, il 22 maggio 2011, ultima giornata di campionato, segnò una tripletta alla sua prima partita da titolare (avversario il Bologna): «Il primo pensiero è stato per lo zio Paolo, “il mio primo tifoso, se n’è andato due anni fa”. Dopo l’uno a zero ha alzato lo sguardo e puntato gli indici verso il cielo, come Kakà. Il secondo per Mutti, “un padre, non ho mai trovato un allenatore come lui”: è corso ad abbracciarlo trattenendo le lacrime. Il terzo per il suo professore di educazione fisica: “Se fai un gol ti do 10 in pagella” [...] s’è imbucato in una gara-sbadiglio e l’ha svegliata con tre ceffoni di sinistro, per stendere il Bologna a domicilio e consentire al Bari di salutare il paradiso con onore. Di fronte aveva Viviano, portiere azzurro, mica uno qualunque. E a metà ripresa è uscito fra gli applausi di uno stadio intero, che pure non è il suo. Tre presenze, tre reti, media perfetta: “Se mi avessero predetto un gol, non ci avrei creduto. Figuriamoci tre” [...] era finito nel mirino dei due club di Manchester. Poi ha debuttato col Palermo, s’è rivisto a Lecce e [...] ha firmato un triennale al minimo di stipendio [...] Il Bari l’ha preso [...] nella Pro Inter, lui è esploso [...] nella Primavera di Maiellaro. [...]» (Francesco Saverio Intorcia, “la Repubblica” 23/5/2011) • «[...] Noi vogliamo innamorarci a prima vista. Andiamo allo stadio per poter dire: quel giorno io c’ero. Quando? Quando debuttò Mancini, quando un tal Cassano segnò all’Inter, quando a Bologna, nella più inutile delle partite, sbocciò Grandolfo. Un nome da elfo nel signore degli anelli, uno, due, tre tocchi da predestinato. Lasciateci pensare che sia nato il nuovo Pablito [...]» (Gianni Mura, “la Repubblica” 24/5/2011).