Varie, 12 dicembre 2011
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Glos Michael
• Brünnau (Germania) 14 dicembre 1944. Politico. Cristiano-Sociale bavarese. Ministro dell’Economia, si dimise nel febbraio 2009, ufficialmente per far largo ai giovani, portando come motivo determinante la sua età (64 anni) • «Che non fosse entusiasta del suo incarico, era arcinoto. Poco dopo essere stato nominato ministro dell’Economia [...] dichiarò con un tocco di slang allo Spiegel “non ho mai pensato che è un lavoro fico”. In un’altra occasione l’ex parlamentare conservatore ammise divertito che “neanche sapevo dove fosse, il ministero dell’Economia”. Eppure [...] era il terzo esponente del suo partito, la Csu/Cdu, ad aver conquistato quella poltrona, in oltre 60 anni di storia federale. Prima di lui, soltanto Ludwig Erhard e Kurt Schmuecker avevano ricoperto quell’incarico. Ma le dimissioni a sorpresa dell’esponente di spicco dell’ala bavarese dei cristianodemocratici [...] hanno poco a vedere con il suo scarso entusiasmo come ministro. Hanno suscitato un vespaio di polemiche perché cadono nel mezzo della peggiore crisi del dopoguerra tedesco. E sono il sintomo di una pesante resa dei conti nel partito di Angela Merkel, in piena campagna elettorale. Certo, in molte occasioni l’assenza di Glos si era fatta notare. Come il 5 ottobre del 2008, quando dinanzi agli scricchiolii di alcuni colossi del credito e il rischio di bank running, la cancelliera Angela Merkel e il responsabile delle Finanze, Peer Steinbrueck, si erano presentati davanti alle telecamere e avevano annunciato con sguardo fermo nelle telecamere: “i vostri risparmi sono sicuri”. Se è vero che in Germania il dominus della politica economica è il ministro delle Finanze, è vero anche che l’assenza del collega dell’Economia era saltata agli occhi. [...] Come ministro si è fatto notare solo sul dossier dell’energia nucleare, dove si è battuto per un allungamento dei tempi dell’uscita della Germania dall’atomo. Ma negli ultimi tempi aveva subito forti pressioni da parte del leader del suo partito, Horst Seehofer. Il suo basso profilo non piaceva al capo della Csu, angustiato per la caduta dell’ala bavarese del partito della Merkel sotto la maggioranza assoluta nelle elezioni di settembre del 2008 (in Baviera i cristianosociali regnavano con una robusta maggioranza da decenni) [...]» (Tonia Mastrobuoni, “Il Sole 24 ore” 10/2/2009) • Vedi anche “Corriere della Sera” 8/2/2009; Danilo Taino, “Corriere della Sera” 10/2/2010; Alessandro Alviani, “La Stampa” 10/2/2009.