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 2011  dicembre 11 Domenica calendario

LA LOBBY DELLE BANCHE SCARTA IL REGALO DELLA MANOVRA - I

primi ad annusarlo sono stati i mercati. Gli investitori hanno subito colto i capitoli Salva-banche nella manovra Salva-Italia. Nel giorno della presentazione del decreto i titoli dei principali istituti di credito si sono impennati per le attese del sostegno che arriverà alle banche affamate di liquidità.
È CHIARO, INFATTI, che in un sistema come quello italiano che rispetto alla media europea ha il più basso tasso di intermediazioni sui pagamenti, il blocco delle transazioni in contanti sopra i mille euro avrà degli effetti immediati sulle casse degli istituti sotto forma di crescita esponenziale degli introiti commissionari . Secondo le stime del giornalista Gianni Dragoni su cadoinpiedi.it  . l’aumento delle transazioni gestite dalle banche potrebbe aggirarsi intorno al 30 per cento. A beneficiarne sarebbero i maggiori istituti italiani come Intesa Sanpaolo e Unicredit, per i quali si ipotizza un incremento degli utili di una decina di milioni l’anno ciascuno. Più in generale, il capogruppo Idv in commissione Finanza del Senato, Elio Lannutti, fresco di riconferma alla guida dell’associazione di consumatori Adusbef ricorda che secondo l’Abi l’ampio uso del contante costa alle banche complessivamente oltre 10 miliardi l’anno ed è facile quindi ipotizzare che la mossa del governo porterà almeno un dimezzamento della somma.
Poi c’è il capitolo pensioni: sopra i 500 euro non potranno più essere incassate in contanti. Misura che obbligherà circa 2,2 milioni di pensionati “analfabeti bancari” ad aprirsi un conto corrente che, per quanto a basso costo come promesso dal premier , avrà un suo prezzo e un conseguente incasso per gli istituti che saranno sicuramente tentati dalla vendita, assieme al conto, di una serie di prodotti collaterali magari più remunerativi. Lannutti è pronto a impugnare presso la Corte costituzionale il provvedimento che “consegna i vecchietti nelle grinfie dei banchieri”. Rimanendo comunque sui costi base dei conti correnti e ipotizzando un prezzo stracciatissimo degli stessi di 3,5 euro al mese, l’introito potrebbe complessivamente arrivare a 7,7 milioni al mese, per un totale annuo di poco più di 92 milioni. Manna che viene dal cielo, come sa bene il ministro-ex banchiere Corrado Passera, in tempi in cui le banche hanno seri problemi di liquidità e sono a caccia di nuovi clienti. Da non sottovalutare, poi, l’effetto sul fronte interno della riduzione dei pagamenti in contanti che implica un calo delle operazioni allo sportello e, quindi, delle necessità di personale alla cassa. La flessione delle operazioni di prelievo, stima sempre Gianni Dragoni, potrebbero portare a un eccesso di cassieri fino al 30%. Per Intesa e Unicredit significherebbe 3-4mila esuberi dal costo medio di 70-80mila euro l’anno. Risparmi potenziali per un miliardo.
MA IL REGALO di Monti alle banche non si ferma qui. E ha fatto indignare persino uno come il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri: “È intollerabile che la rivalutazione degli indici catastali per i cittadini, secondo il governo, debba essere del 60 per cento e invece per le banche solo del 20 per cento”. Sottotraccia, poi, la questione della tassazione extra retroattiva sullo scudo fiscale che, se effettivamente realizzabile, porterà nuove commissioni agli intermediari incaricati del versamento dell’imposta, veri custodi dei tesori segreti degli italiani. Da non dimenticare, infine, la garanzia dello Stato sulle obbligazioni che gli istituti di credito emetteranno per finanziarsi. Un provvedimento che dovrebbe portare contestualmente anche a una riduzione dei salati tassi d’interesse che il sistema creditizio è attualmente costretto a pagare per approvvigionarsi di liquidità e che, con questo sistema, dovrebbero allinearsi ai tassi della Banca centrale.