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 2011  dicembre 11 Domenica calendario

«PIÙ STRUMENTI CONTRO I FINTI POVERI»

L’attacco a Equitalia è frutto di una campagna di disinformazione. «È un episodio molto grave da condannare con forza» osserva Attlio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Quanto ai dati dell’Anagrafe tributaria, non si discutono. «Il Sole24Ore» di ieri ne ha dato conto: 42mila contribuenti con reddito dichiarato inferiore a 20mila euro annui hanno una barca superiore ai 10,4 metri. In 518 casi questi «finti poveri» possiedono un aereo o un elicottero. È una fotografia dell’Italia delle mille tasse e dell’evasione record che non si riesce a estirpare?
«Si tratta di contribuenti che ora dovranno tutti dimostrare la differenza tra quanto dichiarato e il loro effettivo tenore di vita», aggiunge Befera. «Operiamo all’interno della logica del nuovo redditometro. L’Agenzia delle Entrate continuerà su questa strada, potendo ora far conto sul rafforzamento dei nuovi strumenti antievasione previsti dalla manovra in discussione alla Camera, primo tra tutti i controlli più stringenti sui movimenti finanziari ai fini dell’analisi del rischio evasione». Questo potenziamento ulteriore è «un’arma potentissima nei confronti dei soggetti a rischio di evasione».
Il complesso di misure e interventi che il fisco è pronto a mettere in campo prevede l’incrocio tra le tecniche di analisi del rischio per evidenziare le anomalie e la loro rilevanza rispetto «a elementi di normalità predeterminata», e lo spesometro in vigore dallo scorso 1° luglio. Vi si prevede nel dettaglio che, attraverso l’analisi delle differenze tra somme dichiarate e spese effettuate, i soggetti Iva comunichino in via telematica all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, di importo pari o superiore a 3mila euro, al netto dell’Iva. Per le operazioni senza obbligo di emissione della fattura, giustificate normalmente da scontrino o ricevuta fiscale, il limite è di 3.600 euro al lordo dell’Iva.
«A questi due strumenti - osserva Befera - si affianca ora la stretta sulla tracciabilità dei pagamenti in contanti, fissata dal decreto all’esame della Camera in 1.000 euro. In tal modo chiudiamo il cerchio nei confronti dei soggetti persone fisiche che evadono. Si tratta di un insieme di interventi che hanno una funzione di fortissima deterrenza». La logica non è persecutoria, ma analitica, selettiva. «Secondo quanto prevede la manovra, chi è trasparente nei nostri confronti, ad esempio sul fronte dell’invio telematico all’amministrazione finanziaria dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute, ottiene dei vantaggi fiscali». Si tratta per intenderci delle norme contenute nell’articolo 10 della manovra, che riconoscono esplicitamente benefici fiscali nei confronti di professionisti, persone fisiche e imprenditori che adempiano a una serie di obblighi di trasparenza. Il "premio" è la «drastica semplificazione degli adempimenti amministrativi», ma anche il tutoraggio da parte del fisco nonchè una corsia preferenziale per i rimborsi e le compensazioni Iva. «È il nuovo regime di trasparenza fiscale. In questo modo - osserva Befera - cominciamo a dividere il fronte, mentre finora il fisco agiva nei confronti di tutti. Identica procedura nei confronti dei soggetti cui si applicano gli studi di settore, che risultino congrui. In questo caso non si applicheranno gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici. Al contrario, chi non risulta congruo sarà penalizzato». In poche parole, la nuova frontiera del fisco punta a «premiare chi assolve correttamente ai propri obblighi tributari», e al tempo stesso a perseguire chi evade attraverso i nuovi strumenti.
Quanto all’attentato alla sede di Equitalia di Roma, «la buona notizia è che il direttore Marco Cuccagna, cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza, sta meglio. Certo non posso non rilevare che questo episodio è il frutto di una campagna di disinformazione nei confronti di Equitalia che applica le leggi e non riceve un euro sulle sanzioni. I mass media hanno enfatizzato alcune situazioni di particolare sofferenza, e qualche politicante ha ritenuto in tal modo di arricchire il suo bottino di voti». La realtà - aggiunge Befera - è che da noi dovrebbe essere scontato che chi non paga le tasse sia sottoposto a sanzioni. «Ho rilasciato un’intervista al Washington Post e il giornalista mi ha chiesto più volte di spiegargli il motivo delle proteste nel nostro paese nei confronti della riscossione coattiva delle imposte. Negli Stati Uniti, come noto, si perseguono gli evasori in modo molto più duro. La verità è che prima, con il vecchio sistema e le vecchie logiche, non si riscuoteva quanto dovuto. Poi con Equitalia si è avviata la svolta. E tuttavia quest’anno gli incassi saranno inferiori rispetto al 2010. Segno che questa campagna di denigrazione ha lasciato, per così dire, il segno».