varie, 12 dicembre 2011
Simone Costa detto Mimì, 16 anni. Di Fiumicino, «bravo, allegro, simpatico», figlio di Stefano, un lavoro in un negozio di porte blindate, e di Michela, impiegata in un ufficio postale, una sorellina, da un anno aveva lasciato gli studi per fare l’apprendista in un negozio di parrucchiere («due settimane fa aveva fatto il suo primo taglio di capelli ed era fierissimo»)
Simone Costa detto Mimì, 16 anni. Di Fiumicino, «bravo, allegro, simpatico», figlio di Stefano, un lavoro in un negozio di porte blindate, e di Michela, impiegata in un ufficio postale, una sorellina, da un anno aveva lasciato gli studi per fare l’apprendista in un negozio di parrucchiere («due settimane fa aveva fatto il suo primo taglio di capelli ed era fierissimo»). L’altra domenica, dopo aver pranzato al ristorante coi parenti, raggiunse la sua comitiva al centro commerciale Parco Leonardo, a un certo punto Cesare, il suo migliore amico, gli chiese una sigaretta, lui gli disse di no, quello allora gli sferrò un pugno alla tempia e Simone crollò in terra privo di sensi, il sangue che colava dal naso, lo sguardo vitreo (caricato in ambulanza, morì durante il trasporto in ospedale). Alle 18 di domenica 11 dicembre nel centro commerciale Parco Leonardo a Fiumicino.