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 2011  dicembre 09 Venerdì calendario

I TASSI

Respirano prestiti alle imprese e mutui ma quasi invisibili gli effetti allo sportello - Il secondo taglio del costo del denaro in meno di un mese avrà poche ricadute per i clienti della banche, se non per un ritocco all´ingiù degli interessi attivi. Sicuro vantaggio per mutui già stipulati a tasso variabile con risparmi tra i 100 e i 300 euro all´anno. Dalle banche invece l´Eurotower si aspetta un aumento della liquidità per finanziare l´economia reale e le imprese. Francoforte ha ampliato la tipologia dei titoli che gli istituti possono presentare per ottenere in cambio contanti ed ha allungato i tempi di rimborso.
Ricadute anche sui Bot: i trimestrali hanno visto ridurre il rendimento al 3,7% in controtendenza rispetto al resto delle scadenze

Immobiliare

Si risparmia sul variabile il mercato resta in tensione



Il nuovo taglio dei tassi dello 0,25% deciso dalla Bce potrà contribuire ad allentare la tensione sul mercato dei mutui. Ne beneficeranno, soprattutto, i mutuatari che stanno già rimborsando un mutuo a tasso variabile, per effetto del possibile arretramento degli indici Euribor.
Ad esempio, per un mutuo che ha un importo totale di 130.000 euro la rata dovrebbe gradatamente scendere da 721 euro a 705 euro per un finanziamento a 20 anni e da 548 a 531 euro per un mutuo trentennale.
Purtroppo, a fare da contrappeso, c´è la situazione di difficoltà sui mercati finanziari e la tensione sugli spread medi dei mutui, cioè i ricarichi che vengono praticati dalle banche e dagli istituti di credito in aggiunta al parametro Euribor che, nel giro di pochi mesi, sono praticamente raddoppiati.

Credito al consumo

Interessi reali sopra l´8% ridotti gli acquisti a rate




Non si dovrebbero registrare novità di rilievo nel mondo del prestiti personali. Innanzitutto i contratti in essere sono a tasso fisso. Inoltre il mercato, strutturalmente abbastanza poco influenzato dai cambiamenti del costo del denaro, non sembra potersi riprendere facilmente da un lungo periodo di stasi che ha portato ad una nuova contrazione a settembre. Attualmente, i migliori prodotti per un finanziamento a 5 anni prevedono un Taeg dell´8,02% per l´acquisto di auto nuove, dell´8,39% per comprare elettrodomestici e del 10,67% per ottenere prestiti a consolidamento dei debiti.
Tassi particolarmente elevati che allontanano la domanda, ma che dimostrano lo scarso interesse degli intermediari finanziari ad ampliare un settore considerato al momento troppo rischioso

Banche

Liquidità illimitata per sostenere le aziende




Non solo denaro meno caro: per fornire liquidità all´intero sistema creditizio la Bce ha annunciato ieri che condurrà due aste a 36 mesi con ammontare illimitato e tasso fisso. La prima asta verrà condotta il 21 dicembre. Le banche che prenderanno in prestito i fondi avranno la possibilità di rimborsare i finanziamenti dopo un anno o dopo tre, una scadenza molto lunga mai permessa prima. La Bce ha anche allargato la lista dei titoli accettati per ottenerli in cambio fondi, non solo titoli di Stato, ma anche altri attivi purché provvisti di rating. L´obiettivo è quello di aumentare la disponibilità di credito per le imprese che in tutta Europa lamentano sempre maggiore difficoltà a ottenere finanziamenti dalle banche, nonostante il costo dei prestiti sia relativamente basso

Titoli di Stato

Cali nelle scadenze brevi e non si fermano i Btp




L´esito della riunione del board della Banca Centrale Europea ha generato due effetti opposti sul mercato dei titoli di Stato: ha reso meno convenienti i bond a breve scadenza, considerati un´alternativa alla liquidità. Ad esempio i Bot trimestrali ieri rendevano il 3,7%, contro il 4% della settimana scorsa.
Ma al tempo stesso la mancanza di indicazioni sul programma di acquisti dei titoli di Stato italiani, spagnoli, portoghesi e irlandesi ha fatto "scappare" di nuovo gli investitori verso i titoli più sicuri d´Europa, i bund tedeschi. Così gli spread tra Btp hanno guadagnato 70 punti in una sola seduta salendo a quota 447. Il decennale italiano rendeva il 6,46% annuo vanificando gran parte degli effetti che il taglio del costo del denaro avrebbe dovuto avere sul costo di finanziamento del debito pubblico dei Paesi in difficoltà