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 2011  dicembre 09 Venerdì calendario

CHI COSTRUISCE SUPER-RIFUGI DA 500MILA EURO

Bunker fai da te? Difficile, a meno di adattare alla meglio una cantina. Bisogna percorre un’altra strada per una cosa seria, molto seria, un “bunker tecnologicamente perfetto” come ha detto il procuratore antimafia Piero Grasso: “Non sarò soddisfatto finché non prenderemo l’ingegnere che ha collaborato a costruire” il rifugio del boss Michele Zagaria: con tanto di cabina mobile a motore che scivola sul pavimento, fino alla botola, poi la scala lunga quattro metri che scende alla camera blindata hi-tech. Su internet non si contano le guide alla costruzione di bunker, perché incombe l’appuntamento del 12 dicembre 2012: la fine del mondo. E si trova anche chi può dare una grossa mano. Nello Di Savio lavora con agenzie investigative e si occupa da anni di sistemi di sicurezza. Dice di essere, in Italia, forse l’unico che può aiutare un privato a costruire il bunker personale. È nato a Napoli nel 1975 Di Savio. La prima domanda è scontata.
Dottor Di Savio non avrà per caso costruito lei il bunker di Michele Zagaria?
(Accenno di risata...) Sarebbe stata una bella pubblicità. Ma per fare quel tipo di lavoro servono concessioni edilizie. Lì è tutto abusivo, dev’essere manodopera del posto.
Che tipo di bunker è quello di Zagaria?
È più di un bunker. È una vera panic room. Non è un prefabbricato. Mi pare si tratti di standard militari. Sa, scavare cinque metri sotto terra... Si fa per i classici bunker antiatomici. Da foto e ricostruzioni che ho visto c’è anche la botola accanto al letto. La seconda via di fuga. Come mai non è stata usata? Forse perché hanno tagliato la corrente prima, bloccando tutto.
È possibile che il sindaco non sapesse che nel suo paesino veniva costruito un bunker antiatomico?
Una gettata di cemento armato di almeno 30 centimetri, su uno scavo di 5 metri. Impossibile che non lo sapesse.
Quanto può costare un lavoro del genere?
Una panic room così, se fatta a Milano, alla luce del sole, può arrivare a costare 500 mila euro. Considerando che il lavoro per un boss della Camorra, realizzato a Casapesenna, è tutto in nero, diciamo 100 mila euro.
Lei potrebbe costruirlo, quindi, lo stesso bunker?
Sì, mi rivolgo a un mio collaboratore, un ingegnere edile che realizza il progetto. Io mi occupo poi in prima persona dei dispositivi di sicurezza, che si trovano sul mercato americano, non qui.
Che tipo di clienti ha?
Persone con i piedi per terra. Con grande disponibilità economica, che si fanno il bunker “perché non si sa mai che succede”, quasi per sfizio.