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 2011  dicembre 09 Venerdì calendario

«Con la stangata sugli yacht il turismo italiano cola a picco» - «Gli effetti della tassa sul lusso e sugli yacht? Devastanti

«Con la stangata sugli yacht il turismo italiano cola a picco» - «Gli effetti della tassa sul lusso e sugli yacht? Devastanti. Semplice­mente devastanti. Gli italiani porte­ranno le loro barche nei porti mal­tesi, croati, greci e gli stranieri se ne guarderanno bene anche dallo sfio­rare le nostre acque territoriali. Sa­rà una catastrofe per il nostro turi­smo, per l’indotto che ruota attor­no alla nautica e molti nostri cantie­ri rischieranno il tracollo». Rifles­sioni ad alta voce di un imprendito­re «navigato» come Paolo Vitelli storico presidente dell’Ucina, la confindustria della nautica, pa­tron di Azimut Benetti la più bella firma delle più belle barche italia­ne vendute nel mondo. «Se esiste un modo per dare un contributo concreto all’Italia, noi del mondo nautico siamo a disposi­zione, mi creda, ma questa tassa è davvero macchinosa, difficile da in­terpretare e altrettanto difficile, un domani, da riscuotere. Che cosa succederà nel concreto? Che uno straniero che butta l’ancora nelle nostre acque si vedrà arrivare il bat­tellino della Guardia di Finanza per la riscossione della nuova tassa? O che noi che produciamo bar­che appena le mettia­mo in acqua, cioè in ve­trina, anziché un possi­bi­le acquirente ci vedre­mo arrivare gli esatto­ri? ». Domande che il dottor Vitelli disegna come enormi punti in­terrogativi in un mare d’incertezza.«È il caso che il gover­no si renda conto - prosegue - che persino la riscossione di questa tas­sa costerà tre volte tanto il possibile introito che dovrebbe o potrebbe portare. Ed è il caso che si renda conto, il governo, che molti cantie­ri che vivono sulla manutenzione, sulle riparazioni delle barche, che arrivano dall’estero non avranno più una commessa perché nessu­no­straniero si azzarderà più a por­tare una barca a far manutenzione in Italia visto che anche il rimessag­gio verrebbe colpito da questa nuo­va tassa. Così dopo i danni fatti dal redditometro, dopo la caccia alle streghe della finanza, che vede in ogni proprietario di yacht un evaso­re ecco un’altra botta psicologica che, oltre a dirottare altrove italiani e diportisti, innescherà una svendi­ta senza precedenti di barche usa­te. Se si voleva mandare a picco l’in­dustria nautica all­ora in questo mo­do si è fatto davvero un passo decisi­vo ». Parole e toni che si ritrovano an­che nella durissima reazione di Ugo Cappellacci, governatore del­la Regione Sardegna, già colata a picco, a suo tempo, per la triste­mente famosa tassa Soru. «Eviden­teme­nte quel provvedimento boc­ciato anche dal sistema giudiziario internazionale non ha insegnato nulla perché - tuona Cappellacci­questa­è una vera e propria tassa So­ru estesa a tutta l’Italia. Se è vero co­me è vero che la Sardegna sta resti­tuendo le somme indebitamente chieste in base alla legge Soru ai proprietari di yacht che avevano or­meggiato nei porti della nostra iso­la, pensi che cosa potrebbe accade­re un domani se la nuova tassa sul lusso venisse davvero applicata. Noi sardi per primi avremmo la Francia che ci ringrazierebbe e ri­schieremmo oltre ai danni anche la beffa: saremmo costretti a vede­re i turisti nautici fare il bagno nelle nostre acque per poi andare a spen­dere i quattrini per gli ormeggi, i ri­storanti, ecc. in Corsica». Così anche Cappellacci non si rassegna a stare con le mani in ma­no aspettando un verdetto, che sembra già scritto nei tristi prece­denti, ma ha deciso di reagire met­tendosi a capo di una cordata di tut­te le regioni italiane che si affaccia­no sul mare. «Avvieremo un’azio­ne comune- annuncia- per conte­stare la legalità di una simile tassa. Ci siamo fatti male da soli perché, se questo doveva essere uno dei provvedimenti per evitare la patri­moniale io allora dico ben venga la patrimoniale».