Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore 9/12/2011, 9 dicembre 2011
L’ESM COSTA 14 MILIARDI ALL’ITALIA
Se il meccanismo di stabilità permanente Esm dovesse essere anticipato al 2012, il Governo Monti dovrebbe disporre in tempi stretti di quasi 3 miliardi (2,88) da versare come prima quota della partecipazione italiana al capitale del nuovo fondo salva-Stati. In tutto, un conto da 14 miliardi circa da saldarsi in un anno, suddiviso in cinque rate di pari importo. Un impegno che non aumenterebbe il deficit, perché si tratterebbe di un investimento finanziario, ma pur sempre un esborso, simile ai prestiti alla Grecia.
I 14 miliardi italiani si specchiano con i quasi 22 miliardi di contributo della Germania, che già in questi giorni - per lasciar trapelare i malumori sull’anticipazione dell’Esm dal 2013 al 2012 - ha posto la questione, lamentandosi di un’eventuale aggiunta al budget 2012 appena chiuso per tener conto della prima tranche tedesca al capitale Esm, poco più di 4 miliardi.
L’Esm avrà un capitale pari a 700 miliardi, di cui 80 "paid-in" e versati dai 17 Paesi dell’Eurozona. La ripartizione tra i partecipanti seguirà il criterio adottato per l’Efsf, ovvero le quote di partecipazione nel capitale Bce, calcolate in base ai rispettivi Pil: la Germania entrerebbe per il 27% circa, la Francia per il 20%, l’Italia per il 18% e la Spagna per il 12 per cento.
Tagliare una torta, un capitale, un insieme di garanzie in 17 fette con percentuali e pesi prestabiliti è un’operazione lineare. Ma i meccanismi di stabilità europei sono qualcosa di molto contorto, almeno finora. Ed è anche di questo che ieri inevitabilmente i capi di Stato e di Governo dei 17 e dei 27 hanno dovuto discutere. L’Efsf per esempio opera su due corsie: finora ha finanziato gli Stati che sono assistiti da "programma di salvataggio" come Irlanda e Portogallo. Le garanzie di questi due Stati non sono "aggredibili" nel caso di default di un Paese finanziato dall’Efsf: sono nulle. Se l’Italia o la Spagna dovessero essere "soccorse" da un programma Fmi-Ue, anche le loro garanzie verrebbero meno. L’Efsf riuscirebbe a mantenere la "AAA": perché quel che conta, sui 780 miliardi di garanzie, sono i 400 circa dei Paesi tripla A.
L’Efsf può intervenire anche in aiuto di Paesi che non hanno una crisi di insolvenza e che dunque non sono imbrigliati da un programma come quello che ha riguardato i casi irlandese e portoghese. Tramite l’emissione di certificati di garanzia sui titoli di Stato, l’Efsf può farsi carico della prima ipotetica percentuale, (20% o 30%,) di perdita in caso di default; può acquistare i titoli di Stato sul mercato primario e anche secondario. Nel caso di un soccorso di questo tipo, "soft", la garanzia dello Stato assistito non verrebbe compromessa. Questo significa che se il collocamento dei BTp dovesse essere rafforzato da un certificato proveniente dall’Efsf, le garanzie dell’Italia continuerebbero a essere utilizzate nel caso di default di un altro Paese sotto programma, come per esempio Portogallo oppure Irlanda. Nel caso di convivenza dell’Efsf e dell’Esm, l’intreccio tra garanzie e capitale sarebbe labirintico. Ai mercati andrebbe spiegato in ogni dettaglio il meccanismo che farebbe scattare l’intervento dell’Efsf in luogo di quello dell’Esm, o viceversa. Dovrebbe essere chiarita inoltre l’attivazione o la sospensione delle garanzie, nei casi di aiuti "soft" o con programma dell’Efsf, e l’impatto sulla partecipazione al capitale dell’Esm al momento dell’attivazione di questo fondo in soccorso di qualche Paese azionista.
I pilastri che sorreggeranno la nuova Europa e che dovranno servire a riconquistare la fiducia dei mercati, come ha spiegato ancora ieri il presidente Bce Draghi, sono gli interventi nazionali per la stabilità fiscale e la crescita e gli accordi europei sui controlli ex-ante e sui limiti invalicabili al debito/Pil e al deficit/Pil: il terzo pilastro, quello del meccanismo di stabilità, interviene solo quando i primi due pilastri mostrano cedimenti. Se il nuovo "fiscal compact" dovesse funzionare, il terzo pilastro si ridurrebbe a una rete di sicurezza, con una trama fatta di labirintici intrecci.